La Questura di Milano era convinta della pista anarchica e ci vorranno molti mesi prima che la verità venga a galla rivelando una cospirazione che legava ambienti neonazisti veneti a settori deviati dei servizi segreti.
Dice: "ma critichi un film senza averlo visto?". Non è proprio così. Considerate, però, le inesattezze storiche contenute nel sucitato lancio dell'ufficio stampa del film, non credo che mi farò il fegato amaro per vederlo.
Tre righe inesatte e fuorvianti per un film che, questo si sa, ha bellamente dimenticato il processo mediatico che subì subito dopo il Commissario Calabresi, il quale - dovreste ormai saperlo - non solo fu ucciso da Sofri, Pietrostefani e Bompressi, ma stava proprio indagando sui movimenti di destra, e sin da subito!
E, checché ne dica con malcelata viltà Curzio Maltese, Calabresi non violava la legge quando deteneva gli anarchici. La legge di allora glielo consentiva, eccessiva allora esattamente/diametralmente come lo sono oggi queste leggi perbeniste e buoniste che consentono l'opposto.
Vorrei ricordare solo due cose fondamentali: Erri De Luca promise che avrebbe parlato di quei giorni - facendosi latore e testimone di chissà quali verità - quando non ci sarebbe più stata rilevanza penale. Considerato che, ormai, Adriano Sofri ha terminato la sua giocosa e giusta condanna, e che le sentenze che circondano l'evento sono sostanzialmente intoccabili e concluse, ancora non si è sentita parola alcuna da parte di De Luca... mi sa che il suo modo di considerare la rilevanza penale è a corrente alternata.
Qui sotto, se vi va, ci sono i firmatari della campagna mediatica che "uccise" il Commissario Calabresi. Quando si raccontano le cose, va detto tutto... chi non l'ha mai letta, avrà delle belle sorprese.