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13 aprile 2024

povere POVERE CREATURE!

In Italia, sussiste una sorta di ricatto a priori, per cui non conviene esprimere considerazioni controcorrente su alcune opere, anche quando queste sono oggettivamente imbarazzanti. È il caso di Povere creature! (2023), un film che deve piacere per forza, nonostante sia tecnicamente mediocre ed esteticamente ridicolo.

La regia non ha nerbo né idee; il montaggio è approssimativo; la direzione della fotografia si affida a ottiche usate a casaccio e senza criterio narrativo; la sceneggiatura è un pastiche di situazioni scollegate (spero che il romanzo sia migliore, sebbene ampiamente debitore di Heinlein e Greenaway); le recitazioni, ai limiti della querela per sciatteria; la musica, una presa per i fondelli.

Si salva giusto Emma Stone, che recita con mestiere, ma senza pensare che il lavorare per sottrazione sarebbe stata la formula migliore, almeno in questo contesto.

Si dice che sia un film contro i pregiudizi, un’elegia della libertà di scelta, il simbolo del riscatto delle donne. Davvero? Trenta minuti di sesso e novanta minuti di noia, per erigere uno sbiadito anacronistico monumentino all’emancipazione femminile?

03 marzo 2015

Birdman, che vola troppo

Muovi 'sta telecamera, ferma 'sta telecamera, arimuovi 'sta telecamera, ariferma 'sta telecamera... onestamente, mi sfugge perché un regista debba agitarsi così tanto per sottolineare che ha avuto una buona idea.
Iñárritu passa metà del film a farci capire come si possa comporre qualcosa di buono con un (falso) pianosequenza; e l'altra metà a cercare di dissimularlo. Ma non è certo con il movimento isterico che manifesti cotanta destrezza, no?
Il buon Hitchcock con Nodo alla gola (vero pianosequenza, altroché) stava ben che fermo. Certo, le cineprese di allora pesavano come un bus inglese, ma se eri un regista sofisticato come lui sapevi comunque se e come muoverle; e Hitch scelse di mantenere un grande equilibrio tra forma e sostanza.
Ecco, io credo che formalmente il nostro Birdman sia un ottimo film; ma poi si perde nella ciccia, nella sostanza. Sono tutti bravi, geniali, liberi e anche autentici (doppiati mediocremente, as usual)... però la storia è quasi ovvia, e la petulanza dell'operatore impedisce di starsene tranquilli a godere del dialogo. Per carità, se ci fosse stato meno casino, magari avrei apprezzato più il film nel suo insieme.
Attenzione, poi: anche l'altro anno l'Oscar è andato a un film decisamente troppo attento alla forma (Gravity). Ma poteva avere un suo senso, proprio perché di una fantascienza lineare, senza tante pretese. Qui, invece, si parla di teatro contro cinema (o di teatro e cinema). C'è un intento serio, insomma: e la serietà prevede anche la liturgia dello stare fermi, del far ascoltare, del fare anche teatro, diamine!
Per farvi un esempio terra terra: potete scrivere una grandissima poesia con un'ottima penna stilografica; ma se poi fate mille ghirigori, il lettore non riuscirà mai ad apprezzare i vostri versi.
Ci vuole equilibrio. E questo Birdman ha preferito sacrificare la grazia del volo all'altare del suo narcisismo tecnico (la foto qui sopra sembra paradigmatica).
Bella la fotografia. Tra gli attori - tutti bravi - vi consiglio di seguire Emma Stone e Andrea Riseborough. Geniale la battuta di Michael Keaton "contro" George Clooney (chiaramente ispirata ai loro Batman cinematografici).
Da strapprezzare, infine, il commento musicale suonato dall'ottimo batterista Antonio Sanchez (secondo imdb, però, le partiture per batteria sono state scritte da Brian Blade e da Joan Valent).


la foto qui sopra è di Martin Le-May