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05 ottobre 2024

gli assolo di DAVID GILMOUR

La scorsa fine settimana, l’eternamente paralizzato traffico di Roma ha ulteriormente stravolto la legge sull’impenetrabilità dei corpi, per dare spazio in quel del Circo Massimo ai sei concerti consecutivi di David Gilmour, mitologico chitarrista dei Pink Floyd. E allora mi sono ricordato una curiosità che lo vede protagonista.

Ho sempre visto in Gilmour un chitarrista notevole, ma senza la voluta volontà di uscire dal suo stile: note precise, fraseggi blues, un pizzico di funky, assolo esatti… ma sempre gilmouriani.

Tra questi, reputo indimenticabili giusto quello che apre Shine On You Crazy Diamond, le fucilate di Have a Cigar e l’acciaio fuso che scoperchia Money. A latere, il suo lavoro su Animals meriterebbe un discorso a parte, ma poi vi annoierei.

Solo altri due assolo di Gilmour superano l’oltre: li trovate in The Wall, un doppio LP potente e travagliato.

Il primo è in Another Brick in the Wall part 2, che conoscete anche se non amate i Pink Floyd: è la canzone col ritornello cantato da un coro di bambini; a suo tempo, fu vietata in qualche paese poco democratico, visto che il testo è contro ogni forma di prevaricazione. Sentite bene l’assolo, attentamente: è “diverso”, soprattutto alla fine. Non tanto per la tecnica, ma per la personalità della linea musicale.

Il secondo è in Comfortably Numb: qui, per la prima volta, Gilmour racconta una storia, quasi come compendio del testo (già di per sé struggente).

Perché questi due assolo sono così poco gilmouriani? In minima parte, i motivi si annidano anche nel contesto storico: è l’ultimo LP in cui i Pink Floyd riescono a dare il meglio - e in maniera collegiale, quindi con scambi di opinioni e contributi; la dura crisi tra i componenti non è ancora deflagrata, ed è come se ci fosse una voglia non dichiarata di chiudere bene la storia del gruppo; i temi trattati, universali e intimi al tempo stesso, che quasi offuscano i vari ego; la stanchezza compositiva, che spesso genera guizzi artistici.

Il vero motivo si trova tra i nomi dei session men che collaborarono, tra cui Lee Ritenour, chitarrista raffinatissimo e capace di spaziare dal jazz al pop con uno stile cristallino, elegante, propositivo e innovativo.

Nell’intervista che ha concesso a Mason Marangella - e nell’analisi tecnica di Claudio Cicolin, troverete spunti e curiosità che raccontano il suo ruolo all’interno del progetto del Muro: nulla tolgono a Gilmour, ma chiariscono molti dubbi artistici, dando anche un’idea di cosa siano stati quegli anni, in cui la musica e le persone erano ancora al centro delle composizioni

04 marzo 2021

ANIMALS di Giovanni Rossi (Tsunami)

Credevo di essere un carbonaro solitario a ritenere "Animals" uno dei veri e propri capolavori dei Pink Floyd, tanto che spesso me lo tengo per me, pur di svicolare da quei fan leggermente matti che seguono la musica come fosse una religione.
Quando ho visto uscire questo libro, ad opera di un autore di cui avevo già parlato strabene qui per la sua eccellente biografia su Roger Waters, ho stappato la champagne: finalmente non ero solo.
Ma purtroppo il libro non conferma l'esperienza precedente. Per stessa ammissione dell'autore, c'è anche un po' di finzione; documentata e attendibile, ma pur sempre finzione. E quando ci si dà alla finzione, ci si crede anche romanzieri; ma per essere romanzieri, bisogna anche saper raccontare, indipendentemente dall'argomento. E qui, purtroppo, la narrazione è troppo amatoriale.
Anche per questo limite, per le prime 60 pagine non accade nulla. Si ha solo a che fare con lo sfoggio di conoscenze storiche ed aneddotiche, ma nulla di più. Le altre pagine sono certamente migliori, ma troppo caotiche e prive di un punto fermo. Alla fine, insomma, l'autore racconta una passione, ma senza appassionare. Fugaci, fugacissime, alcune informazioni che onestamente non avevo ancora letto (nonostante una biblioteca notevole), che però si disperdono in un libro che mi sembra veramente un'occasione persa.
A latere - ma ormai è un vizio diffuso: mancano contributi tecnici e un indice analitico; quando si parla di musica, sono imprescindibili.

12 dicembre 2014

Which One's Mule?

Entri in un negozio di dischi, ti guardi intorno e il tuo occhio viene catturato da questa copertina. 
All'inizio pensi a uno scherzo, poi alla solita cover band di palloni gonfiati che prova a imitare quelle quattro note stranote (sbagliando, figurati)... poi scruti il commesso: ha poco più della tua età, ci hai parlocchiato già altre volte, nonostante sia scontrosetto capisce di musica e ha una mente aperta ma non stupida.
Insomma, ti consiglia questo Dark Side Of The Mule, gioiellino dei Gov't Mule, jam band americanissima nata dalla costola dei più gloriosi Allman Brothers
E come può un'accozzaglia di spudorati americani imitare il suono dei Pink Floyd? Domanda sbagliata!
A parte che - lo sanno pure i muli (ehm) - furono semmai Waters e Barrett ad ispirarsi ai nomi di due strasconosciuti bluesmen americani, altroché! Ma poi, e paradossalmente, ad ascoltare questo triplo cd (con l'aggiunta di un pregevole dvd live) ci si rende conto di quanto siano stati blues fino al midollo proprio i Pink Floyd (e non progressive come recita frettolosamente Wikipedia - o psichedelici, come fa comodo dire).
Ad ascoltare questo megaomaggio, si apprezza meglio quella musica che nel conoscerla troppo a memoria avevamo ormai stipato dentro il cassetto delle affettuose e nostalgiche prevedibilità. Insomma, è proprio nel "violentarla", che i nostri muli la nobilitano, la raccontanoo come fosse qualcos'altro, ne ritrovano radici e origini - e forse anche motivazioni: parafrasando Carmelo Bene, sembra quasi che siano stati i Gov't Mule ad essere apparsi a Waters e Gilmour.
Un consiglio: appena acquistato il triplo cd, andatevi ad ascoltare The Great Gig In The Sky. È meglio della versione originale, molto meglio.


30 novembre 2014

parlando con Roger Waters di The Endless River dei Pink Floyd (magari)

Roger, permetti una parola
Se vuoi parlarmi di "quello lì", scordatelo
Lo vorrebbero tutti...
Allora, smamma
Aspetta, vediamo come posso conquistarti... se ti dicessi che considero Amused To Death un ottimo lavoro?
Lo è; quindi, non attacca
Se ti dicessi che ho ascoltato più volte Ça Ira?
Chi è che non l'ha ascoltato?... poi, però bisognerebbe vedere se gli è piaciuto... lasciami in pace, su
Scontrosetto, eh? In fondo devi a noi il tuo successo
"Noi", chi? Forse siete voi che dovete ringraziare me perché ho creduto nei Pink Floyd più dei Pink Floyd stessi
E allora perché cacciasti via Richard Wright?
Perché gli volevo bene, e non potevo accettare che si comportasse come si è comportato
Beh, e come si è comportato?
Wright è stato uno dei più grandi tastieristi pop e rock degli anni passati, e nessuno glielo riconoscerà mai
Eppure "quello lì" gli ha dedicato Endless River
Facile, ti dico, l'ha fatto con le clip avanzate di Division Bell
Vero, però gli ha riconosciuto l'importanza che aveva
E allora perché non l'ha difeso in vita?
Per contratto?
Vero... ma con i soldi che abbiamo guadagnato grazie a "voi", "quello lì" avrebbe potuto combattere di più per Wright, non credi?
Allora, se ti dicessi che amo Animals più di The Dark Side Of The Moon?
Saresti l'unico... insieme a me, ovviamente. E perché ti piace tanto?
Non so dirlo di preciso. Però è uno di quei lavori dei Pink Floyd in cui amo perdermi maggiormente, in cui sembrate ben amalgamati, in cui ognuno dice la sua individualmente ma nello stesso tempo insieme all'altro
Quindi, mi confermi una sindrome da Beatles?
Io i Bitols non li sopporto, troppo sopravvalutati... però chi di voi due era John Lennon?
Eh, bella domanda. Guarda, io credo che a noi sia mancato il Paul McCartney della situazione, uno capace di saper vedere in prospettiva le cose che facevamo, senza quelle sovrastrutture borghesucce alla John Lennon. Ringo era Mason (guarda caso, stesso strumento); Harrison era Wright (stessa indole); "quello lì" ed io sembravamo più Lennon che McCartney. Si provava a essere McCartney, ma ci mancava l'attitudine della prospettiva
Forse è per questo che ad un certo punto vi siete fermati, ripetendovi all'infinito?
Brutta domanda, ma forse vera... Cosa è 'sta roba in sottofondo?
Things Left Unsaid
Da quella cosa con il tipo al timone?
Sì, dall'ultimo dei Pin...
Mi ricorda quel momento sospeso, proprio a metà di Close To The Edge degli Yes... sai, quando tutto si ferma, prima che riprenda la vocina da chiesetta provinciale di Anderson? Ecco, Things Left Unsaid mi ricorda quel brano
Vogliamo andare oltre?
Sì, ma in cambio voglio il tuo Laphroaig, il quarter cask...
Ma costa quasi 200 euro!
Waters commenta "quello lì"? Waters vuole il tuo quarter cask.
Ascolta allora la successiva: It's What We Do
Ma dimmi tu: hanno preso Welcome To The Machine e ci hanno infilato dentro il Bolero finale da Shine On, una di quelle cose che solo Wright sapeva fare e che nessun critico del cavolo colse
Questa è di transizione, s'intitola Ebb And Flow
Roba inutile, sento. Spesso facevamo questi giochetti solo per godere di una parte più rilevante di diritti d'autore
Ok, ma è sempre composta da Gil... "quello lì" e da Wright
Non vuol dire nulla, credimi. Il mondo dei diritti d'autore è una trappola a cielo aperto
Questa s'intitola Sum

Come prendere la seconda parte di Echoes e buttarci dentro Sheep. E questo dici che è nuovo? Voglio la mia parte, diamine!
Andiamo oltre, dài, non ti scaldare. La quinta s'intitola Skins
E che ci faccio? Di nuovo Echoes, ma che incontra questa volta Saucerful Of Secrets... che poi fu un'altra cosa felice di Wright, altroché. La versione dal vivo, in Ummagumma puoi sentire la migliore, non ha mai reso onore alle idee di Wright... fu "quello lì" ad imporsi con un oooooooh del cavolo
La successiva s'intitola Unsung
Breve e inutile, scommetto che l'ha composta Wright e "quello lì" l'ha inserita solo per i diritti di cui sopra
Segue Anisina... Che mi dici di questa?
Sembra Baby Can I Hold You di Tracy Chapman ammucchiato dentro Us And Them e infarcito con un arrangiamento orchestrale da Comfortably Numb
The Lost Art Of Conversation?
Ah, bella... Meravigliosa! Peccato sia breve. Questo è il Wright che ci invidiavano tutti, persino Barrett
Senti, visto che ci siamo: ma è vero che Wish You Were Here è dedicato a lui... tutto l'LP, intendo
Uhm, che risposta vuoi che ti dia? Barrett ci è sfuggito di mano più di quanto tu creda: ne siamo stati responsabili, e forse carnefici della sua disfatta... anche se sono convinto che "quello lì" possa dire di più di quanto non abbia mai fatto prima... cosa è 'sta cosa di Morricone in sottofondo?
Non è Morricone, è On Noodle Street... pure il titolo ci somiglia, eh?
Bah, inutile, veramente inutile. Caruccetto, ma inutile
Night Light?
David Sylvian spiccicato. Quasi mi trovo in imbarazzo per loro
I Pink Floyd, intendi?
NON ESISTONO PIÙ, lo vuoi capire: sono FINITI!
Ok, scusa... andiamo oltre. Questa s'intitola Allons-Y (1)

Identica a Run Like Hell, né più ne meno... non mi piacque allora e non mi piace adesso: e questa è una brutta copia, peraltro stanca
La successiva s'intitola Autumn '68... che forse chiude il cerchio con Atom, non trovi?
Può essere... è pure carina. Ma da un momento all'altro mi aspetto che arrivino Popol Vuh, Herzog, Aguirre... sai, questo cinema così? Come s'intitola questa cosa che segue?
Allons-Y (2)
Ecco, "quello lì" mi ci ha messo roba tipo Mike Oldfield che straparla con Michael Jackson citando Run Like Hell. Ma come gli viene in mente?
Ecco Talkin' Hawkin'
Bah, 'sta storia delle parole computerizzate mi stava bene quando la feci io con Radio Kaos. Ma poi basta, no?
Veramente è la voce di uno scienziato strafamoso e superimportante, però disabile al 1000%
Guarda che lo sapevo, eh! E non faccimo i Lennon pietosetti, che con me non attacca. Non mi dice nulla di nulla, punto! Dài, cosa abbiamo poi?
Calling
Guarda che hai sbagliato: questo è Vangelis!
No, mi dispiace: è Calling dei Pink... di "quello lì", insomma... La successiva s'intitola Eyes To Pearls
[silenzio]
[silenzio] 
[Waters inizia a parlare con toni glaciali]
Qui c'è Barrett, qui certe idee di Animals e qui la mia Set the Controls for the Heart of the Sun! Lo sai che è l'unico brano registrato con noi cinque che suoniamo tutti insieme? Porca miseria, Gilmour mi sentirà, eccome se mi sentirà... questa cosa non è sua! È dei PINK FLOYD!
[evito di fargli notare che ha finalmente chiamato per nome "quello lì"]
Quanto manca ancora alla fine di questo strazio?
Solo due brani, dài. Il primo s'intitola Surfacing
Anche questo sa di già sentito: Sheep e Poles Apart triturate insieme; solo che queste sono le bucce, e non la polpa
L'ultima è l'unica cantata. S'intitola Louder Than Words
[silenzio]
Bah... aveva una gran bella voce. Gliela dovevo ritoccare sempre, altrimenti mi diventava solluccheroso. Hai mai sentito i suoi tre lavori da solista? Brutta voce lì, eh? Quando stava con noi [già, ha detto "noi"], gli tiravo fuori una gran bella voce. Brutta la canzone, pesante il ritornello, pessimo assolo... lui, che con quella chitarra mi ha spostato le montagne, qui ha buttato giù giusto una cacchetta di piccione
Insomma, mi sembra di capire che questo The Endless River non ti sia piaciuto
Questo "cosa"?
Abbiamo ascoltato insieme l'ultimo dei Pink... di "quello lì", e tu l'hai commentato in cambio del mio whisky 
Io non ho ascoltato nulla
Uhm... mi racconti di Animals, ti va?
Mi sorprende che ti sia piaciuto
Te l'ho detto, più di Dark Side e Wish You Were Here messi insieme 
Credo che questo sia l'inizio di una bella amicizia
Speriamo. Però io sono filoisraeliano; tu, no
Nessuno è perfetto