28 gennaio 2026

È ANDATA BENE, RAGAZZINO di Anthony Hopkins (Longanesi)

Se c'è una caratteristica che ho sempre ammirato in Anthony Hopkins è questa sua rara attitudine di mantenere sé stesso trasfigurandosi nel contempo nel personaggio interpretato. Da L'uomo elefante a Quel che resta del giorno, passando per Il silenzio degli innocenti (per portare alcuni esempi), Hopkins è riconoscibile ma contemporaneamente il personaggio prende una vita tutta sua.

Lo so, sembra un paradosso per farmi sembrare il critico difficilone quale non vorrei mai essere. Però questo suo equilibrio tra identità e immedesimazione mi piace tantissimo. Il cinema è menzogna, ma va fatta bene; e Hopkins sa rendere benissimo la sua parte, con la consapevolezza autentica di far parte della menzogna.

Ecco, questo bellissimo libro mantiene questo stile. Hopkins racconta sé stesso, con l'autentica consapevolezza che un'autobiografia è un racconto leggendario, quindi epico, quindi impossibile nonostante racconti il vero; anche quando si cade, anche quando si perde, anche quando si sbaglia.

L'ho letto in una sola giornata, tornando e ritornando spesso indietro per assaporare alcuni passaggi. Vi auguro vivamente di provare la stessa esperienza emotiva

31 dicembre 2025

IL SERVIZIO DIVINO DEI GRECI di Friedrich Nietzsche (Adelphi)

Mettendo a punto un inedito metodo di ricerca storica e prendendo a bersaglio l'immagine «chimerica» del mondo greco e il donchisciottismo dei filologi - invitati ad andare a scuola dagli etnologi e dagli antropologi -, Nietzsche passa in rassegna le contaminazioni straniere di cui è impregnata la religione greca. 

Un testo che si fa divorare, imponendoti con grazia di andare avanti e poi avanti e quindi avanti, fino all'ultima pagina.

La cultura greca, la sua capacità di amalgamarsi (anche violentemente) e comunque riconoscersi nonostante fosse inizialmente dispersa tra contesti sparsi, quasi "provinciali", per poi esplodere in una sorta di apparente unicum che ancora oggi ci lascia a bocca aperta.

Come il nemico cancellava l'esistenza di uno Stato nel momento in cui s'impossessava, con l'astuzia o con la forza, delle reliquie protettrici, così ogni vincitore otteneva il soggiogamento o l'emigrazione di una tribù per prima cosa attraverso il rapimento delle sue immagini protettrici: costume antichissimo.

Nietzsche riesce nel difficile compito di andare in profondità, di analizzare minuziosamente ogni singolo elemento delle differenti culture, delle contaminazioni subìte o accolte, appassionando il lettore con rara empatia.

L'intera natura non è altro che la somma di azioni emananti da esseri dotati di volontà e coscienza, dunque una somma di atti arbitrari. In rapporto alle cose esterne, non esiste alcuna possibilità di prevedere che esse andranno in un determinato modo. Ciò che è pressappoco sicuro, prevedibile, siamo noi: l'uomo è la regola, la natura è assenza di regole.

Diventa affascinante esplorare anche il valore della religiosità ellenica, che sembra confermare una sorta di archetipo ipotetico cui ognuna delle singole realtà si conformò durante la lenta assimilazione nell'unicum geopolitico.

Il senso del culto religioso è quello di influenzare ed esorcizzare la natura a nostro vantaggio, vale a dire, di imprimerle una legalità che di per sé non possiede; mentre oggi si vuole conoscere la legalità della natura per potervisi conformare. In breve, il culto religioso riposa sulle rappresentazioni della magia tra uomo e uomo; e il mago è più antico del sacerdote. Ma riposa allo stesso modo su altre e più nobili rappresentazioni: presuppone il rapporto di simpatia tra uomo e uomo, la benevolenza, la riconoscenza, l'esaudimento delle preghiere dei supplici, il patto stipulato tra nemici, i pegni, la protezione della proprietà, e così via.

E se la nostra etica è ormai personale e personalistica, non lo era quella ellenica, così responsabile verso sé stessa e le sue componenti.

Oggi la colpa è considerata come una macchia personale, ma nei tempi antichi il misfatto del singolo era visto come un'empietà dell'intera tribù, un oltraggio alla divinità la cui vendetta ricadeva sull'intera tribù.

Nonostante sembri un testo tecnico, strutturalista, antropologico, ha la capacità di spiegare in maniera chiara e lucida ogni possibile angolo dei mille rivoli culturali che hanno caratterizzato il fiume ellenico, quella piena di meraviglie che solo la cultura romana ebbe la capacità di accogliere, trasformare e in parte oscurare con la propria cultura, altrettanto contaminata e contaminante.






4. La nascita della tragedia

5. Sull’avvenire delle nostre scuole

6. David Strauss
L’uomo di fede e lo scrittore

7. Sull’utilità e il danno della storia per la vita

8. Schopenhauer come educatore

9. La filosofia nell’epoca tragica dei Greci e Scritti 1870-1873

10. Umano, troppo umano, I

11. Umano, troppo.umano, II

12. Aurora
Pensieri sui pregiudizi morali

13. La gaia scienza e Idilli di Messina

14. Così parlò Zarathustra
Un libro per tutti e per nessuno

15. Al di là del bene e del male

16. Genealogia della morale
Uno scritto polemico

17. Crepuscolo degli idoli
ovvero Come si filosofa col martello

18. L’anticristo
Maledizione del cristianesimo

19. Ecce homo
Come si diventa ciò che si è

20. Scritti su Wagner
Richard Wagner a Bayreuth - Il caso Wagner - Nietzsche contra Wagner

21. Ditirambi di Dioniso e Poesie postume

22. Lettere da Torino


26 dicembre 2025

1177 a. C. IL COLLASSO DELLA CIVILTÀ (Bollati Boringhieri)

Vennero dal mare. Sappiamo il loro nome e poco altro: li chiamiamo «Popoli del Mare» e al loro arrivo caddero regni millenari e l’intera Civiltà del Bronzo collassò repentinamente. Dopo, seguirono solo lunghi secoli bui.

Questo è il raro caso in cui un libro rigoroso e "scientifico" riesce anche ad essere un avvincente testo di avventure, di colpi di scena, di momenti in cui il lettore partecipa con entusiasmo e passione, pur sapendo "come va a finire.

Scritto benissimo, tradotto con cura, chiarisce in maniera definitiva le origini dei Popoli del Mare e il significato anche culturale della loro comparsa (e poi scomparsa). 

Incontreremo popoli da tempo scomparsi ed altri che ancora oggi mantengono viva la fiamma delle loro tradizioni: egizi, ittiti, assiri, babilonesi, mitanni, minoici, micenei, amorrei, ugariti, cretesi, ciprioti, cananei.

Scopriremo il peso specifico del passaggio dalle due grandi età (del bronzo e del ferro) e come questo abbia innescato uno strappo in avanti quasi violento dell'Umanità. 

Oltre alla Storia e all'Archeologia, incontreremo la quotidianità, la Scienza, le usanze, la cultura, le religioni, anche gli aneddoti, raccolti dentro un'area geografica incredibilmente eterogenea (l'immenso bacino eurasiatico che coinvolge anche il nord dell'Africa).

Un libro che può entrare nel cuore di ogni lettore di ogni possibile età

25 dicembre 2025

APPUNTI FILOSOFICI 1867-1869 - OMERO E LA FILOLOGIA CLASSICA di Friedrich Nietzsche (Adelphi)

I testi contenuti in questo volume sono nella loro quasi totalità inediti in italiano e appartengono al periodo anteriore alla Nascita della tragedia, situandosi così fra il servizio militare e l’ultimo inverno trascorso a Lipsia

Come si legge nel finale della sinossi di questo libro, "Nel loro insieme questi testi modificano in modo sostanziale l’immagine corrente del giovane Nietzsche". Ed è vero.

Ora, per quanto uno studente-tipo di un qualsiasi liceo possa ricordare o sapere ben poco di questo autore, sicuramente conosce le pretese della vulgata comune che lo collocano al centro del pensiero nazista, o comunque un riferimento di alto profilo di quel movimento omicida.

Potrebbe anche essere così, e non sta a me contestarlo, soprattutto in un blog, soprattutto in questo internet, così urlato e superficiale.

Però, questa raccolta di pensieri, di sentenze, di considerazioni, di testimonianze e anche di studi, raffigura perfettamente i tormenti e le esigenze di un giovane, le sue aspirazioni, le sue battaglie interiori, i suoi dubbi; ma anche una rara capacità di entrare dentro le cose, l'anima, la Storia, le origini del Pensiero, la Filosofia.

Una sorta di testo-guida, insomma, ricco, ricchissimo, di momenti da conservare, da contestare, che stimolano sia la mente che la pancia.

A latere, per chi si ostina a cercare riferimenti all'attualità, qui ne troverà parecchi. Il che dimostra la lungimiranza intellettuale di Nietzsche, come anche una certa caparbietà da parte dell'essere umano di ripetere certi errori, chiaramente in forme diverse.

Leggete qui:

Solo il singolo produce grande pensiero.
Le convinzioni della massa hanno sempre qualcosa di incompiuto e confuso.
Gli impulsi della massa sono invece più potenti di quelli del singolo.
Chi vuole descrivere l'ambito e il corso delle idee di epoche intere deve sempre tenere conto della stupidità e della paura che incute la totalità.
Guidare popoli vuol dire mettere in moto impulsi per imporre un'idea.
La stessa cosa vale anche nella pedagogia.
Quel che per gli uni è un impulso, per gli altri è spesso un'intuizione, un concetto

Oppure:

Una confutazione concettuale non è abbastanza forte da superare l'intuizione. Occorre estirpare bisogno con bisogno

Infine:

Una cosa vive - cioè le sue parti sono conformi al fine: la vita della cosa è il fine delle parti.
Ci sono tuttavia modi di vivere - cioè forme, parti - infinitamente diversi.
La conformità al fine non è assoluta ma assai relativa: vista da un altro lato spesso non è affatto tale







4. La nascita della tragedia

5. Sull’avvenire delle nostre scuole

6. David Strauss
L’uomo di fede e lo scrittore

7. Sull’utilità e il danno della storia per la vita

8. Schopenhauer come educatore

9. La filosofia nell’epoca tragica dei Greci e Scritti 1870-1873

10. Umano, troppo umano, I

11. Umano, troppo.umano, II

12. Aurora
Pensieri sui pregiudizi morali

13. La gaia scienza e Idilli di Messina

14. Così parlò Zarathustra
Un libro per tutti e per nessuno

15. Al di là del bene e del male

16. Genealogia della morale
Uno scritto polemico

17. Crepuscolo degli idoli
ovvero Come si filosofa col martello

18. L’anticristo
Maledizione del cristianesimo

19. Ecce homo
Come si diventa ciò che si è

20. Scritti su Wagner
Richard Wagner a Bayreuth - Il caso Wagner - Nietzsche contra Wagner

21. Ditirambi di Dioniso e Poesie postume

22. Lettere da Torino

19 dicembre 2025

LE ALPI NEL MONDO ANTICO di Ralf-Peter Märtin (Bollati Boringhieri)

Le Alpi sono sempre state un luogo di incontro, di commerci e di fusione tra culture diverse.
In questo libro delizioso e ben scritto, lo storico tedesco Ralf-Peter Märtin racconta un mucchio di storie della regione alpina.

Racconta anche come venivano coltivati i terreni fertili della valle, come le pendici vennero terrazzate a vigneto, come i popoli cominciarono a usare i pascoli per il bestiame, in che modo iniziò il commercio di rame, di sale e di ferro.
Troviamo anche la saga delle battaglie dei cimbri e dei teutoni, l’avventura quasi incredibile degli elefanti di Annibale, il rapporto ambiguo dei romani con la montagna, la nascita dei ricoveri, dei monasteri e delle rotte commerciali che hanno caratterizzato la penetrazione della cristianizzazione tra le valli alpine alla fine dell’antichità.

Ho volutamente copiato la presentazione, rimaneggiandola leggermente, perché c'è ben poco da aggiungere, se non che è un libro godibile, ben strutturato, dove sapienza e comprensibilità sono ben miscelati, dove si ritrovano il lettore di passaggio e quello appassionato di argomenti trasversali come Storia, Antropologia, Archeologia.

Forse la verità sulla morte di Ötzi (l’Uomo del Similaun, per intenderci) è quella che mi è rimasta più impressa, come anche alcuni dettagli sulla microquotidianità delle età passate. 

Alla fine, funziona tutto a meraviglia. Peccato solo che l'autore sia morto prematuramente (sempre che esista un'età "matura" per morire)



16 dicembre 2025

WENDY CARLOS - DA PIONIERA A MADRINA DELLA MUSICA ELETTRONICA (Arcana)

Avete presente Arancia Meccanica (1971), oppure Shining (1980)? Bene. L'autrice di entrambe le colonne sonore musicali è lei, Wendy Carlos. Posta così, però, è cosa riduttiva, perché Carlos è stata una vera e propria pioniera della musica elettronica. E questo libro le rende i dovuti onori.

Con una scrittura giustamente didattica ma partecipata, senza presunzioni tecnicistiche o fronzoli egoriferiti, Anna Giulia Di Panfilo racconta con dovizia di particolari mai inutili la vita di un'artista che ha sfidato almeno due volte i preconcetti dell'epoca (oddio, non è che oggi siano spariti).

Il primo, è la transizione di genere. Wendy nasce Walter, ma le sta stretto pressoché immediatamente. E la caparbietà di puntare dritta alla sua anima di donna, in tempi in cui il risolino patriarcale e la gogna popolare erano più espliciti e violenti di quelli attuali, sono una dolceamara lezione di vita.

Il secondo, l'andare oltre le convenzioni barbose e petulanti, setacciando le partiture di Bach per ridare loro una luce moderna con arrangiamenti elettronici di insospettabile bellezza. 

Ricordo ancora quando Stefano Pogelli mi suggerì di acquistare il cofanetto celebrativo di quel matrimonio impossibile tra musica elettronica e partiture barocche: una follia che mi rapì immediatamente, lasciando poco spazio alla quotidianità di quei giorni.

E mi sono fermato ai temi più immediati, quelli che di fatto attirano più gli appassionati o gli impallinati di elettronica. Questo piccolo libro, infatti, meriterebbe più spazio e attenzione, non solo musicali, non solo dalla prospettiva dei diritti LGBT+ 

SENZA PAURA di Mogol (Salani)

Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Storia della Musica Italiana, in una versione romantica ma non sdolcinata, onesta ma non agiografica, senza tanti fronzoli ma non banale: un libro che si legge volentieri, soprattutto se siete curiosi e accoglienti.

Una scrittura asciutta che racconta anche momenti famigliari o i tipici passaggi da romanzo di formazione, in cui la fortuna, il coraggio e la voglia di scoprire si amalgamano e si rincorrono con un'attenzione ponderata sull'uso delle parole (e non potrebbe essere altrimenti). 

Ovvio che si parli di Battisti, ma è sorprendente il come. Mai astioso, mai polemico, quasi nostalgico, di quella nostalgia che sembra chiedersi "perché?". Perché si sono allontanati senza motivo? Perché hanno smesso di esplorare insieme quei sentieri unici e irripetibili. Forse, anzi sicuramente, la risposta sta già nelle domande; però dispiace vedere come la Canzone Italiana non sia stata più capace di riprendersi dopo quel divorzio.

Lucio Battisti e Mogol hanno costruito qualcosa di unico e irripetibile, che questo libro ha il coraggio di raccontare bene e nitidamente.

Ne consiglio la lettura

07 dicembre 2025

ALIEN: EARTH, ovvero: l'antipatia e il far vedere troppo

Restando in tema di serie televisive da abbattere, quella di Alien: Earth (2025) non è solo brutta, è antipatica.
Uno dei meravigliosi pregi che hanno alcune opere è di essere uniche e irripetibili. Per esempio, Blade Runner, il vero Guerre Stellari (per voi mortali, alludo al IV), Arancia Meccanica, Via col vento, Casablanca, Sandokan, ho citato a casaccio… ecco, provate a rifarle d’accapo o a svilupparle, e combinerete solo disastri.
Alien non va toccato, neanche guardato di sguincio: ti tieni ben stretto i primi due (forse il terzo), e poi niente più.
Qui, invece, abbiamo una serie televisiva che fa da prequel al “vero” Alien e smucina nevroticamente e insistentemente dentro i personaggi degli androidi e dei mostri, facendoli vivere, dandogli senso e parola e anima e visibilità… sbeffeggiando, di fatto, l’immenso lavoro sottotraccia di Ridley Scott, dove tutto era invece accennato, sfiorato, impercettibile, alluso: bastava un gocciolìo d’acqua, un corridoio col neon spampinato e strizzavi di tensione; il mostro era quasi accessorio.
In questa serie, la paura sta nel forte rischio di addormentarsi sulla cena, di frantumare il bicchiere per terra, rischiando di ferire le zampotte del gattone di passaggio.
Ma, soprattutto, come premesso, ci fosse un personaggio simpatico! Ora, io non so se sia colpa degli attori, della sceneggiatura, dei personaggi, ma in breve tempo è una gara a chi ti sta più sugli zebedei.
Alla fine, vince il telecomando: spegni la televisione o passi ad altro, rimpiangendo con le lacrimucce quel giorno di enneanni fa, quando eri liceale e andasti al cinema a vedere Alien da solo, accanto a pochissimi spettatori: altri tempi, altra pasta, altro coraggio.
‘sto vizio di fare vedere tutto e di spiegarlo nel dettaglio, di esistenzializzare pure i dolori alla prostata…