Visualizzazione post con etichetta Guerra Fredda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Guerra Fredda. Mostra tutti i post

14 novembre 2025

ACHTUNG! BERLINO, GLI HANSA E LA MUSICA CHE HA CAMBIATO IL MONDO (Arcana)

Ai tempi in cui la corrente del fiume della Guerra Fredda scorreva impetuosa, a Berlino l'ansa degli studi Hansa divenne un trepidante rifugio per gli artisti più disparati, ispirando loro, nonostante un ambiente così tetro e assediato dal Muro, capolavori di rara bellezza che ancora oggi hanno molto da dire.

Lou Reed, David Bowie, Iggy Pop, Brian Eno, Nick Cave, ma anche gli autoctoni Tangerine Dream, Einstürzende Neubauten, Cluster... nomi che evocano generi apparentemente lontani tra loro, ma accomunati dall'insaziabile passione per la musica, la sperimentazione, la voluta volontà di andare oltre le convenzioni, costruendo dal nulla qualcosa di bello e duraturo.

E in quegli studi, nonostante le droghe, il lato oscuro del successo, l'alcol, le depressioni, le manie... diedero vita a quella che a tutti gli effetti è stata l'ultima delle rivoluzioni musicali di qualità, dove consenso pubblico e resa artistica andarono a braccetto, non con qualche difficoltà iniziale.

Scritto con foga ed entusiasmo (a volte troppi), ogni tanto con salti cronologici eccessivi, questo libro è un incantevole viaggio in un'èra che purtroppo era, e che forse le è andata bene che si sia fermata lì, con gli U2 migliori, quelli dei primi anni 90, prima che diventassero la parodia di loro stessi.

Perché poi, la new wave e il videomusichismo hanno messo la parola fine a questi aneliti, facendo credere anche a noi comuni mortali che bastasse abusare della tecnologia per tirare giù un successo artistico e commerciale al tempo stesso.

Quegli artisti, invece, riuscirono a dare alla tecnologia un volto umano, o comunque ricordarono alla tecnologia che l'uomo di quei tempi, in totale crisi con sé stesso e con la Storia, avesse sicuramente più idee e creatività delle nostre generazioni.

Un libro che si legge in una giornata, ma che ispira molto e ti fa venire voglia di ascoltare o riascoltare quelle perle del passato, così diverse, così genuine. 

24 maggio 2012

Area 51

Come tutti gli esseri umani che lavorano in un ufficio standard, nella mia stanza c'è il superqualunquista. Tra le tante sciocchezze che ama ripetere c'è quella del ci-controllano-tutti, leggiamo-quello-che-vogliono-loro, e ovvietà simili.
Orbene, io non credo ai complotti tout court: sicuramente ci sono casi nella storia più o meno recente in cui certe debolezze di un sistema hanno involontariamente facilitato chi questo sistema voleva mettere in difficoltà, generando di fatto equivoci di ogni sorta (prima dell'11/9, gli USA avevano almeno 40 agenzie di intelligence; troppe e mal coordinate); in più, e però, i complottismi comunque mi divertono, perché la parte infantile di me ci sguazza.
Sicuramente ci sono delle zone d'ombra, e/o incomprensibili, su cui il tempo dirà qualcosa: ma sicuramente non quelle sconcezze tipo Haarp, le scie nei cieli, i cerchi sul grano e cose simili. Sicuramente ci-controllano-tutti, leggiamo-quello-che-vogliono-loro, ma a tutto c'è un limite.
Quand'ho letto la recensione a questo libro di Annie Jacobsen, mai avrei immaginato che fosse così serio e ben fatto com'è (con tanto di 80 pagine in coda tra corposa bibliografia e note con/su documenti appena declassificati). Al di là di qualche evidente sbavatura nella traduzione (come anche nella sintassi; ma ormai è un vizio), è un testo ricchissimo di informazioni, ben disegnato, apparentemente obiettivo (anche se ci-controllano-tutti e leggiamo-quello-che-vogliono-loro), con un'accuratezza storica che a volte incanta.
E già, perché l'Area 51 è stata una zona super segreta in cui gli USA appena usciti dalla Seconda Guerra Mondiale hanno sperimentato armamementi e tecnologie contro l'orso sovietico, ingaggiando spesso battaglie tecnologiche, diplomatiche e di intelligence più o meno raffinate, più o meno dissimulate, qui restituite in tutta la loro forza (e fascino, se vogliamo).
Un testo, quindi, storico, per chi ama la Storia, per chi vuole esplorare un topico momento della Guerra Fredda ricco di incognite e di suggestioni che oggi forse mancano perché manca il fattore umano.