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15 aprile 2026

INSOMNIA di Robbie Robertson (Jimenez)

Il ritratto intimo di una straordinaria amicizia creativa tra due titani delle arti americane, che esplora i limiti estremi dell’eccesso e dell’esperienza prima di tornare a raccontare la storia 

Chiedimi chi era Martin Scorsese, verrebbe da dire; anche se poi è un libro che non parla solo del rapporto tra l'ex leader della Band e il sommo regista: c'è un'America ancora frizzante e piena di idee, e personaggi di ogni possibile arte che poi diventeranno grandi o che lo stanno per diventare tra poco. 

Ma non ha il mordente né la qualità del bellissimo Testimony, edito dalla stessa casa editrice e di cui consigliai l'immediata lettura.
È giusto un elenco di eventi, di impressioni, apparentemente buttati là, o che comunque sembrano elencati quasi a fatica.

Confesso che l'ho comprato più per affetto che per convinzione: forse già immaginavo che la potenza della fatica precedente non sarebbe mai stata almeno affiancata da questa.
Pazienza

01 luglio 2020

TESTIMONY di Robbie Robertson

Leader indiscusso della Band, sodale del primo Bob Dylan "elettrico", curatore del commento musicale di alcuni dei capolavori indiscussi di Martin Scorsese, Robbie Robertson è stato uno dei "testimoni" più attendibili di un periodo storico - dal 1957 in poi - in cui la musica americana stava scoprendo se stessa, alla ricerca di nuove forme di espressione e di nuove realtà.
Un'autobiografia gustosa e ben scritta, un bellissimo libro che può essere letto anche da chi conosce poco o nulla della musica o dell'America di quegli anni.

Un viaggio turbinoso e affascinante che parte dai primi passi di Robertson fino a quel concerto d'addio della Band che fu poi incastonato nella storia della musica e del cinema dal film The Last Waltz, con la regia di Martin Scorsese.
Non c'è pagina che non desti sorprese e sorrisi, dove è facile incontrare Jimi Hendrix o Andy Warhol, i Beatles e Charles Mingus, David Crosby e il mitologico trio di cui fece parte anche Neil Young. Nomi, cognomi, locali, città, si affastellano dentro i ricordi nitidi e dolcemente ingenui di un Robertson ancora giovanissimo, che racconta ogni cosa con uno spirito puro e capace di meravigliarsi.
Si respira un modo di "pensare" musica fatto di condivisioni, di passioni, di amore e di sesso, di droga e di strumenti musicali innovativi, dov'è facile finire sul palco di qualche mito del futuro o di perdere per strada amici o speranze.
Ma il pregio più bello di questo libro è che non è un testo dannato, non vive di nostalgia da pensionato rancoroso, non rincorre l'autocelebrazione.
Raramente mi sono divertito e arricchito leggendo un'autobiografia musicale e raramente ho fermato la lettura per andare a riascoltare questo brano o a riscoprire quell'altro brano.
Quando ciclicamente certi critici ormai ingrigiti tirano fuori il libro natalizio che racconta la classifica dei propri dischi preferiti - del secolo, del millennio, gli imperdibili - buttatelo via da una parte e acquistate invece testi come questo. Arricchirete la vostra passione musicale ma anche la vostra anima.