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28 luglio 2026

LA MALINCONIA DEL VIAGGIATORE di Jan Brokken (Iperborea)

Nei quattordici racconti che compongono La malinconia del viaggiatore, Jan Brokken si muove nel tempo come nello spazio, raccogliendo storie di mondi al tramonto, a volte dimenticati, a volte da proteggere.
Come quando al Musée d’Orsay rimane impressionato davanti a un quadro di Caillebotte, un’ode alla folgorante modernità delle stazioni, e ricordandosi del compositore praghese ottocentesco Antonín Dvořák, che sul ritmo dei treni compose le sue melodie, decide di visitarne il villaggio natale.
Così visita la tomba del poeta spagnolo Machado, sui Pirenei francesi, dove una cassetta postale raccoglie le lettere che da tutto il mondo arrivano per celebrare il grande esule, fuggito dal franchismo. E a Mantova, contemplando la Camera degli Sposi di Mantegna, viene interrotto da un lettore che millanta di aver ritrovato la partitura perduta dell’Arianna di Monteverdi

Non è il Brokken migliore: alcuni racconti si perdono per strada, mentre altri sono sicuramente più potenti e convincenti. E nel suo insieme, il libro un po' ne soffre, perché perde di stimoli e linearità.

Però resta un testo dolce, romantico, da bimbo curioso, come solo sa essere l'autore. 

Alla fine, lo leggi immediatamente e avidamente, perché Brokken è come l'amico migliore, che aspetti sempre con trepidazione e affetto; e quando ti viene a trovare con le sue nuove storie, è sempre una festa

03 gennaio 2022

L'ANIMA DELLE CITTÀ di Jan Brokken (Iperborea)

Un altro viaggio nei viaggi, tra città e quartieri e penombre, dove la Storia e le storie si incrociano e si raccontano, senza soluzione di continuità.
Ancora una volta, Brokken si dimostra scrittore dolce e attento, pieno di grazia e di passione, capace di coinvolgere anche il lettore più distratto, con una scrittura precisa, nitida, senza sbavature o protagonismi, ma ricca di languori ed entusiasmo.
Dalla Amsterdam di Mahler alla Parigi di Satie, dalla Bologna di Morandi alla Cagliari di mamma Calvino, dalla San Pietroburgo di Šostakovič alla Vilnius di Čiurlionis, è un continuo viaggio proustiano dentro l'anima dell'Europa più autentica, dove ogni memoria ha i colori del bianco e seppia sbiadito, così evocativo quanto eterno.
Se nelle splendide opere precedenti sussisteva un filo conduttore che manteneva ben salda la struttura dell'insieme, qui siamo di fronte a una dichiarata collazione di racconti commissionati in vari momenti; e quindi l'amalgama regge perché Brokken sa come dirigere l'orchestra dei lettori e come accompagnarli dentro le note più sospese.
Ci sono dei momenti in cui l'autore partecipa con evidente slancio, come altri in cui è "solo" un semplice ma attento testimone; nell'insieme, non raggiunge le vette di Anime Baltiche, ma è una leggerissima spanna sotto.
Iniziare il 2022 con una lettura così, apre la mente e addolcisce il cuore. Mi meraviglia solo che uno scrittore così potente ed evocativo occupi le solite nicchie piuttosto che una bella poltrona al centro dei più frequentati salotti letterari.

20 maggio 2021

I GIUSTI di Jan Brokken (Iperborea)

Di gesta analoghe a quelle di Schindler ne è ormai piena la Storia; ma quella raccontata in questo pregevole libro ha un paio di caratteristiche uniche: è raccontata dalla scrittura vellutata di Jan Brokken; i protagonisti sono almeno tre: Jan Zwartendijk, Chiune Sugihara e il lettore.
Il primo aiutò centinaia di ebrei senza mai raccontarlo neanche a guerra finita. 
Il secondo non fu da meno, in un paese comunque alleato del mostro nazista. È l'unico Giusto giapponese.
Il terzo sei tu che leggi, che, attraverso le testimonianze dei figli di Zwartendijk, i documenti ritrovai da Brokken - e la sua inchiesta sul campo molti lustri dopo, mastichi ogni pagina, la divori, soffri, sorridi, resti sconvolto e non puoi fare nient'altro che correre verso la fine, sperando che anche chi non ce la fece sia comunque sopravvissuto.
Un viaggio dentro la miseria umana, illuminata solo da questi enormi e incommensurabili personaggi, così umili, fragili ed empatici, che riesce difficile dimenticare.

12 agosto 2020

le ANIME BALTICHE di Jan Brokken (Iperborea)

Dopo un urlo non c'è il silenzio, ma una lievissima pausa vuota, letteralmente vuota: non c'è nulla, è come una pausa senza luci e senza oscurità, dove tutto potrebbe passar via distrattamente, tranne per i cuori sensibili.
Ecco, questo splendido indimenticabile libro, parla di pause, le pause tra le urla della Storia e il futuro della Speranza, là dove comunque la Memoria vive o sopravvive per ricordare agli uomini del domani le storie degli ultimi, dei meno noti. E quando, invece, avrete a che fare con persone famose, che hanno abbellito la Storia dell'Umanità, questo libro troverà nella loro vita un'altra verità, quella che nessuno può immaginare, quella che nemmeno l'autore immaginava avrebbe mai trovato.
Mentre scrivo queste righe, si fa largo la più bella delle caratteristiche di Brokken, che - colpevolmente - non sapevo neanche chi fosse prima di avventurarmi in queste sue Anime, così dense e potenti. Insomma, è come se Brokken stesse scoprendo le storie che sta raccontando, in quel momento, insieme al lettore. Riesce, cioè, a dare quel senso di sorpresa e di risposte, ma senza tattiche narrative, senza cercare la lacrima facile o l'indignazione salottiera. C'è grande padronanza della professione di reporter, ma anche questa capacità di freschezza e spontaneità che costringe quasi il lettore a correre, a divorare le pagine, quasi volesse seguire i mille rivoli che si dipanano e si incontrano e incrociano e si mescolano.
Anime Baltiche, insomma, ci ricorda che quelle piccole regioni a ridosso della Russia, sono stati Stati e sono Nazioni ricchi di storie, di Storia, di vicende personali e di storie di comunità, dove l'odio per l'altro ha mietuto vittime senza riguardo alcuno, dove il popolo ebraico ha subito ignominie da parte di ogni possibile altro popolo con cui entrava a contatto: russi, sovietici, tedeschi, nazisti, svedesi, danesi, polacchi. Tutti con questa terrificante ossessione contro gli ebrei, ma anche contro le tradizioni, contro qualsiasi caratteristica identitaria, quando cioè l'altro assume una propria dignità e visibilità.
Incontrerete una libreria che ha resistito a ogni dramma, Èjzenštejn padre e figlio, l'immenso Gidon Kremer, Michail Baryšnikov, Romain Gary, Jean Seberg, Loreta Asanavičiūtė, Lipchitz, Amedeo Modigliani, Hannah Arendt, Martin Heidegger, Eduard von Keyserling, Alessandra Wolff-Stomersee, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Anna-Liselotte von Wrangel, Mark Rothko e Arvo Pärt.
Storie, Geografie, Popoli, urla, dolore, silenzi, riscatto, sconfitte e successi... e pause, pause vuote, piene di un languore che non ti lascia per giorni, mantenendo il tuo cuore ben saldo dentro una lettura che vi consiglio vivamente di fare.