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19 novembre 2023

INCONTRI CON MUSICISTI STRAORDINARI di Enrico Rava (Feltrinelli)

Un artista così solenne non doveva mancare all'appuntamento con l'autobiografia. E lo fa con un libro denso e pieno di cose, che cresce con l'aumentare delle pagine: le prime sembrano carburare; da pagina 45 in poi, è un crescendum di sensazioni, di storie, di aneddoti, di musica e di cuori e di passioni che si intrecciano e si animano così bene nella mente del lettore.
Un libro che non tradisce le aspettative, dove si respirano momenti godibili (l'incontro con Miles Davis), altri commoventi (la follia di Urbani), altri quasi comici (con musicisti capricciosi o fuori da ogni possibile canone).
Sicuramente, è un libro per appassionati di jazz, ma che può piacere anche a chi ama la musica e gli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta, quando tutte le arti erano ancora fresche, inedite, vive, potenti, esaltanti.

12 settembre 2023

JUST KIDS di Patti Smith (Feltrinelli)

Provo un certo timore a recensire questo piccolo gioiello, tra i più intensi che abbia letto in questi ultimi anni. Ed è un timore dettato dal fatto che le parole sono convenzioni e sono anche semplici e false, perché non dicono tutto, anzi dicono poco; e non so che parole usare per omaggiare questa quasi autobiografia di Patti Smith.
C’è vita, sole, serenità, felicità, voglia di esistere, passione, amore, allegria, amicizia. C’è arte, tanta arte. Un’arte non ostentata né vantata: un’arte che pulsa e che cresce e che diventa parte integrante della quotidianità. E c’è lui, Robert Mapplethorpe, dolce e visionario, artista e amante, amico e compagno di vita.
Patti Smith riesce a trattenere il nostro fiato fino all’ultima pagina, senza mai indugiare nella nostalgia, nei bei tempi che furono, nell’autocompiacimento.
E c’è un’America che germoglia, una generazione che fiorisce nel dopoguerra, alla ricerca di sé stessa e di una Storia che andava ancora scritta.
È un libro magnifico, che merita una lettura lenta e discreta, assaporando ogni singola parola, ogni singola pausa, per sentirsi alla fine migliori, forse anche felici.

07 giugno 2022

L'UOMO CON LA FACCIA IN OMBRA di Tito Faraci (Feltrinelli)

Classe 1965, Tito Faraci è un eccellente autore di fumetti che ha contribuito alla crescita di personaggi come Topolino, Dylan Dog, Martin Mystère, Zagor, Lupo Alberto, Tex, Diabolik, Nick Raider, e poi Uomo Ragno, Devil e Capitan America. 
In questo agile libro racconta se stesso nella maniera più intelligente possibile: autobiografia quel tanto che basta (e mai stucchevole), tanta passione e tanta curiosità, aneddoti al punto giusto, una coda tecnica molto interessante.
Paradossalmente, è questo il pezzo forte del libro, perché ha un valore e una utilità notevoli, indipendentemente dal contesto. Voglio dire che potete anche non amare i fumetti o non avere la voglia (o il rimpianto) di darvi ai fumetti: comunque, questa coda tecnica funziona; insegna a impostare un discorso, uno scritto, un pensiero, ad individuare il nodo di ogni storia, di ogni contenuto; e aiuta a dargli la giusta forma, la giusta prospettiva, la corretta visibilità. Un esercizio di stile che raramente ho visto "raccontato" con cotante fluidità e sapienza.
Un libro denso di ironia e di grande rispetto per il lettore, che vi consiglio caldamente di leggere.

12 dicembre 2021

IL CREPUSCOLO DEL MONDO di Werner Herzog

Considero Werner Herzog l’ultimo dei grandi autori di ogni tempo. Ogni sua opera, filmica o letteraria che sia, porta con sé un senso della spiritualità e dell’assoluto che raramente ho incontrato così costantemente in altri artisti. 
Forse in Rilke, sicuramente in Mozart e Bach. 
Ma l’immanenza di Herzog è paradossalmente migliore di questi, perché sempre più messa alla prova da una modernità che ci sta trasformando tutti nei ritratti di Dorian Gray di noi stessi. 
L’ultimo suo romanzo/cronaca è bello, molto bello, dotato di quella consueta magia che solo possono averti i testi di questo immenso artista: è la storia di Hiroo Onoda, il proverbiale ultimo giapponese che continuò la sua battaglia personale contro gli Stati Uniti, nonostante la guerra fosse finita da tempo.
Herzog non interpreta il protagonista, né tantomeno restituisce un racconto epico o etico: semplicemente, racconta la storia di un soldato leale che svolge il suo compito perché deve essere svolto, senza la ricerca del consenso, senza la bramosia di un premio, senza volersi ergere a eroe di una morale a buon mercato.
Onoda fa quello che farebbe un buon soldato: combattere il nemico e farlo nel miglior modo possibile.
È un romanzo asciutto, che si legge d'un fiato, che si assapora all'ombra di una quercia, in un frizzante pomeriggio autunnale, sorseggiando un superacolico leggero e torbato, scrutando ogni tanto il cielo, nell'attesa che il tramonto esali la sua ultima luce.