Visualizzazione post con etichetta Antropologia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Antropologia. Mostra tutti i post

19 dicembre 2025

LE ALPI NEL MONDO ANTICO di Ralf-Peter Märtin (Bollati Boringhieri)

Le Alpi sono sempre state un luogo di incontro, di commerci e di fusione tra culture diverse.
In questo libro delizioso e ben scritto, lo storico tedesco Ralf-Peter Märtin racconta un mucchio di storie della regione alpina.

Racconta anche come venivano coltivati i terreni fertili della valle, come le pendici vennero terrazzate a vigneto, come i popoli cominciarono a usare i pascoli per il bestiame, in che modo iniziò il commercio di rame, di sale e di ferro.
Troviamo anche la saga delle battaglie dei cimbri e dei teutoni, l’avventura quasi incredibile degli elefanti di Annibale, il rapporto ambiguo dei romani con la montagna, la nascita dei ricoveri, dei monasteri e delle rotte commerciali che hanno caratterizzato la penetrazione della cristianizzazione tra le valli alpine alla fine dell’antichità.

Ho volutamente copiato la presentazione, rimaneggiandola leggermente, perché c'è ben poco da aggiungere, se non che è un libro godibile, ben strutturato, dove sapienza e comprensibilità sono ben miscelati, dove si ritrovano il lettore di passaggio e quello appassionato di argomenti trasversali come Storia, Antropologia, Archeologia.

Forse la verità sulla morte di Ötzi (l’Uomo del Similaun, per intenderci) è quella che mi è rimasta più impressa, come anche alcuni dettagli sulla microquotidianità delle età passate. 

Alla fine, funziona tutto a meraviglia. Peccato solo che l'autore sia morto prematuramente (sempre che esista un'età "matura" per morire)



21 gennaio 2021

CULTURE DIMENTICATE di Harald Haarmann (Bollati Boringhieri)

"Venticinque sentieri smarriti dell’umanità", recita il sottotitolo di questo gustoso saggio di Harald Haarmann.
Ma in realtà è molto di più: il lettore conoscerà culture sconosciute ai più, oppure culture già note ma da un punto di vista totalmente diverso, addirittura imprevedibile. 
Dalle prime avvisaglie dell'homo heidelbergensis - che ha abitato un pianeta meteorologicamente e geofisicamente ben diverso da quello attuale, alla cultura siberiana che produsse l'arte paleolitica - già consapevole del ruolo mistico di alcuni animali.
Dalle origini europee (!) dell'uomo di Clovis - più affine ai nostri baschi che agli amerindi di origine asiatica, ai civilissimi e moderni costruttori di templi in quella che oggi chiamiamo Turchia - che nell'VII millennio a. C. sparirono nel nulla senza motivo alcuno.
Dalle civiltà dell'Anatolia del 5.600 a. C. che costruirono città senza re o governanti - con un'idea comunarda del vivere insieme, alla potenza della civiltà danubiana del IV millennio a. C. - che aveva già elaborato un'idea di parità dei generi che ancora oggi invece fatichiamo a raggiungere.
Che dire, poi, della città sumera Dilmun o della civiltà paleodravidica (che tanto piacerebbe a Calasso)? 
E poi gli ittiti, le mummie bionde (!) di Loulan, la regina egizia Hatshepust, gli sciti, i chachapoyas delle Ande, i camini delle fate della Cappadocia, le torri di Angkor Wat, il Grande Zimbabwe, gli earthworks della foresta pluviale brasiliana. 
Ma anche la corretta lettura delle piramidi di Teotihuacán, del mito delle amazzoni, del regno di Palmira, della stele di Axum (e quindi della Regina di Saba) o dei moai dell'Isola di Pasqua.
Insomma, il lettore più aperto e accogliente cambierà totalmente le lenti dei suoi occhiali storici e antropologici con cui aveva finora seguito le civiltà del passato, anche e solo attraverso i libri scolastici o per sentito dire.
Grandissimi, poi, i capitoli dedicati ai pelasgi e ai cretesi, cui deve moltissimo la nostra concezione di Antica Grecia, più di quanto si possa immaginare.
Per tacere dei nostri etruschi, le cui abilità artistiche, mitologiche e architettoniche sono state masticate a più non posso dagli antichi romani; con tanto di gustoso riscoprire un vocabolario etrusco che ci influenza ancora oggi, e di molto pure.
Insomma, è un libro veramente bello, divertente, affascinante e ben scritto, che credo possa piacere anche ai ragazzi più giovani.