venerdì 14 novembre 2014

come sembrare razzisti senza esserlo

Oggi su Repubblica è apparsa questa mia lettera


Peccato solo che l'originale fosse leggermente più sofisticato
Caro Augias,
non voglio scomodare situazioni eclatanti e "spettacolari" come gli scontri nelle periferie romane, ma vorrei parlare di momenti di quotidiana sopravvivenza: le biglietterie automatiche della Stazione Termini e delle fermate della metro più turistiche sono presidiate da minacciosi gruppi di zingari che pretendono l'obolo da parte dell'utenza.
Chiunque voglia acquistare un biglietto, viene circondato, spesso minacciato, comunque costretto a pagare quello che tranquillamente possiamo chiamare "pizzo".
Il Comune non fa nulla, le Forze dell'Ordine agiscono quel poco che possono, e intanto la gramigna attecchisce.
Possiamo stare le ore a discettare sul fatto che non sono "zingari e quindi delinquenti" ma "delinquenti e basta", oppure che il disagio delle loro condizioni quotidiane li porta ad agire così.
Il fatto è che tutto questo accade, così come accade che la stessa comunità di zingari rovista nei contenitori dei rifiuti, spargendo ogni possibile schifezza per le strade già provate dall'incuria dei romani e dall'assenza dell'AMA.
Io e Lei sapremmo come cavarcela con le giuste parole di circostanza. Però la gente, il popolo di cui ci si ricorda solo ali limitare delle elezioni, vede solo i fatti.
ritaglio di Repubblica rubato al buon Pazzo per Repubblica

2 commenti:

Angelo Ventura ha detto...

non è razzismo denunciare abusi e veri e propri reati.

AL ha detto...

Vero... però con quei tagli attuati da Repubblica, si è perso l'equilibrio del mio assunto di partenza