martedì 27 marzo 2007

la salvezza in un flash:
Barbados (4)

Mangiare in certi luoghi vacanzieri è sempre un rischio, a Barbados no. Costa veramente poco ed è di ottima qualità. Tenente conto poi che un dollaro barbados vale la metà di un dollaro statunitense, cui è "agganciato" secondo meccanismi borsistici che non vi sto a dire.
Ogni sera facevamo gli autentici signori, scegliendo tra i locali più in segnalati nelle guide o da persone del posto. Bisognava per forza prendere il taxi, ma anche in questo caso non ci sarebbero stati problemi: il governo ha imposto una cifra unica cui tutti i tassisti devono attenersi, 15 barbados dollars e passa la paura.
Il penultimo giorno abbiamo cenato nel ristorante più in tra i ristoranti più in di tutto il Centramerica. Trangugiando pesce fresco e tracannando vino californiano, abbiamo speso meno che in una pizzeria della periferia di Roma (75 euro in tutto, per la precisione).
D'un tratto, però, una fabbrica di acqua si abbatte sulla cittadina. Le isole oceaniche - si sa - soffrono di questi continui cambi di tempo; quel giorno le cose si erano messe veramente bene. Pioggia su pioggia su pioggia su pioggia su pioggia... che ci trafigge proprio quando dobbiamo tornare nel resort.
Sull'uscio del locale fa capolino un tipo che ci invita a prendere il suo taxi. Tempo due secondi e qualcosa non quadra: non ha l'identificativo sul tetto dell'auto, non ha la radio ricetrasmittente, non ha preso la (ormai) solita strada, e anziché parlare bajanlondinese strascica parole senza senso...
Mia moglie ed io ci guardiamo sconcertati. Io accorcio la mia gruccia telecospica e l'afferro come fosse una mazza, tiro fuori la macchina fotografica e taro il flash al massimo della potenza... roba che neanche Luke Skywalker di Guerre Stellari...
... la tensione sale alle stelle... la pioggia devasta la strada... lui guida come un assassino... penso a come difendere la mia bella... ci stiamo avvicinando a una magione poco illuminata...
... l'assassino si gira e pronuncia la sentenza: 15 barbados dollars, please!

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