lunedì 11 gennaio 2010

apophis scores

Circondato com'ero dai botti del capodanno stoccolmese, ho avidamente letto in ritardo questa notizia che avrebbe dell'incredibile, se non fosse una rilettura di altrettanti allarmi dipanati nel tempo giornalistico, dove le cose durano un giorno, e poi vengono sapientemente riciclate quando scarseggiano le novità.
La "notizia" inizia così:
Un gruppo di scienziati studia mappe astronomiche, pianifica missioni spaziali e di tanto in tanto si ripassa in dvd il kolossal hollywoodiano "Armageddon". Perché per salvare l'umanità dalla catastrofe sarà necessaria tanta tecnica, nuove tecnologie ma anche quello che qualcuno ha già definito "stile cinematografico". L'obiettivo non è da poco: bisogna impedire che si schianti sulla terra il gigantesco asteroide Apophis. E il pericolo esiste davvero. Esperti di tutto il mondo hanno calcolato che Apophis potrebbe schiantarsi sulla Terra tra ventisei anni. Esattamente il 13 aprile 2036, domenica di Pasqua.
L'appassionato di cinema che è in me, mentre leggeva ha rivisto mentalmente decine di film sul tema. E del resto, anche l'autore dell'articolo celebra il più facile Armageddon (1998), dimenticando il grezzo Meteor (1979) in cui Brian Keith e Sean Connery fanno a cazzotti contro una meteora appunto, usando quei missili che sovietici e statunitensi avevano già messo in orbita per scopi intimidatori... l'un contro l'altro armati, insomma.
E come non dimenticare l'ancor giovanissimo John Carpenter con il suo disarticolato e divertentissimo Dark Star: per far prima si distruggono direttamente i pianeti considerati "dannosi" nel senso più vasto del termine.
Ma la cosa che ha ancor più deliziato la mia memoria è stato questo passaggio:
Ma qual è il progetto russo per evitare l'Armageddon del 2036? Tra le tante ipotesi fatte negli ultimi anni, forse la più credibile è quella del "trattore gravitazionale": un'astronave lanciata il più vicino possibile all' asteroide che aggancerebbe "il distruttore" solo con la propria forza di gravità. A questo punto, come in un film, gli astronauti trainerebbero l'asteroide killer lontano, per poi abbandonarlo al suo destino. Più complicata da immaginare l'idea delle vele solari da agganciare all'asteroide. Il vento solare farebbe il resto, portandosi via la minaccia. E non manca una proposta in apparenza fantasiosa che pare venga invece presa sul serio da Perminov e i suoi: cospargere la faccia esposta al sole dell'asteroide di vernice bianca. Sembra incredibile ma gli scienziati giurano che, se si trovasse la soluzione tecnica per questo lavoro da "imbianchini spaziali", i raggi solari verrebbero respinti dal corpo celeste con una forza tale da deviarne la traiettoria.
I "trattori gravitazionali" li ritroviamo genericamente sia in Spazio 1999, che in Star Trek.
Sempre in Star Trek viene sviluppata l'idea di "vela solare" in maniera molto dettagliata: nell'episodio Il vascello solare (Deep Space Nine, terza stagione, episodio numero 22) il mitico Benjiamin Sisko costruisce un'astronave il cui solo viaggiare dimostrerà l'unica (e quindi pacifica) discendenza tra gli "intellettuali" bajoriani e gli "spartani" cardassiani.
Sulla vernice che grazie al riflesso della luce sposterebbe l'asteroide ormai imbiancato, vengono in mente certe cose di Georges Méliès come anche una vecchia storia di Paperino in cui viaggia nello spazio proprio grazie a una vernice riflettente.
Tutto questo per dimostrare che la fantascienza ha una dignità straordinaria, e una preveggenza che supera di gran lunga il cinismo dei suoi detrattori. Per carità, non cado nel tranello astrologico per cui mi accorgo e segnalo solo le cose da lei azzeccate; però è vero che quando la fantascienza è fatta bene, diventa addirittura un insegnamento morale a priori, da seguire prima ancora che la vittoria scientifica si manifesti.
E se a voi viene in mente il mortificante Grande Fratello televisivo, io penso invece ad un antico racconto di fantascienza (credo di Clarke) in cui un'esplorazione spaziale di umani atterra in un pianeta deserto e senza vita, in cui però è evidente che la civiltà che lo abitava era perfetta e superiore a tutte le altre finora scoperte dai nostri eroi. Dopo una serie di rapidi calcoli, il protagonista scopre la terrificante verità: quella straordinaria civiltà fu disintegrata dal passaggio di un'enorme cometa, quella che per noi era l'annuncio della nascita di Cristo. Il che - senza scomodare il mio cinico ateismo - mi porta a pensare: dovessimo respingere quest'enorme asteroide, attenzione alla direzione che poi gli imporremo... non si sa mai.

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