giovedì 6 settembre 2012

2050, il clima che cambia

Il problema nodale che impedisce di avere una percezione esatta e oggettiva di quello che sta accadendo nel pianeta, è l'informazione; o meglio, la mancanza di un'informazione affidabile. 
Più volte, in questo blog ho denunciato concrete prove di malafede da parte di chi dovrebbe perlomeno cercare di indicare le strade più vicine all'oggettività. 
E invece accade di leggere battute tipo "se è vero che il pianeta Terra si sta surriscaldando, perché oggi fa freddo?", da parte di un giornalista veramente affermato.
Un altro (sempre del Foglio, guarda un po') ha scritto "vi preoccupate se la Groenlandia si sta sciogliendo? Indovinate un po' perché venne chiamata 'terra verde'?".
Oppure, c'è chi si ostina a confondere gli allarmi sensati di persone pacate e competenti con il costante stridìo dei fan del complottismo ad ogni costo.
E c'è anche chi ha riassunto libri come quello che vi sto segnalando, banalizzandone contenuti e moniti.
Eppure, da nessuno ho mai sentito riassumere quello che ho letto qua (un esempio tra i tanti): sotto i ghiacci dell'Artide si cela una quantità impressionante di carbonio; se dovesse sciogliersi il ghiaccio che lo imprigiona da millenni, causerebbe un aumento incredibile di inquinamento dell'aria da far impallidire i limiti previsti dal trattato di Kyoto. 
Un altro esempio: l'autore dimostra che - al di là del loro afflato sentenzioso e moralisticheggiante - i vegetariani non possono vantarsi di causare meno inquinamento con la loro alimentazione; la quantità di benzina e di acqua utilizzate per le verdure è comparabile con quella usata per le nostre simpatiche mucche. Il danno ambientale, insomma, è pressoché identico. 
Del resto, nessuno si è preso la briga di ricordare che Richard Muller, uno dei principali detrattori del global warning (il surriscaldamento globale, insomma), adesso ha cambiato idea (cfr questo recente servizio di Radio3Scienza). Le cose non stanno andando per il verso giusto, insomma, e l'uomo ne è responsabile.
Lo studioso Laurence C. Smith ha scritto questo ottimo "2050 - Il futuro del nuovo Nord" in cui elenca con testi e documenti scientifici che effettivamente qualcosa sta accadendo, e che ineludibilmente ci saranno dei temi nodali che diventeranno sempre più cruciali, da qui alla data riportata nel titolo: crescita demografica, cambiamenti climatici, problema energetico, globalizzazione. 
Ora, risulta arduo e complesso stabilire quanto influiranno lo scientifico trasformarsi della Terra e quanto le attività dell'uomo. Sicuramente - come dimostra anche l'ultimo numero de LeScienze - non tutti gli improvvisi scarti climatici sono causati dall'uomo. Però sussistono.
Signori, non è importante avere un modello esatto, quanto sapere cosa vogliamo fare di fronte a questi cambiamenti, tenendo conto che ogni attesa e ogni indugio - come anche certe battute fighette - comportano ingenti spese e quantità incredibili di poveri e di morti da collocare nelle nostre coscienze.
Ne consiglio caldamente l'acquisto, anche a chi non ama i saggi: il tipo scrive bene, senza sensazionalismi, ben documentato, con nessuna soluzione e/o sentenza sul ditino della mano destra, con nessuna nostalgia o retorica ideologica.
Buona lettura

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