28 gennaio 2026

È ANDATA BENE, RAGAZZINO di Anthony Hopkins (Longanesi)

Se c'è una caratteristica che ho sempre ammirato in Anthony Hopkins è questa sua rara attitudine di mantenere sé stesso trasfigurandosi nel contempo nel personaggio interpretato. Da L'uomo elefante a Quel che resta del giorno, passando per Il silenzio degli innocenti (per portare alcuni esempi), Hopkins è riconoscibile ma contemporaneamente il personaggio prende una vita tutta sua.

Lo so, sembra un paradosso per farmi sembrare il critico difficilone quale non vorrei mai essere. Però questo suo equilibrio tra identità e immedesimazione mi piace tantissimo. Il cinema è menzogna, ma va fatta bene; e Hopkins sa rendere benissimo la sua parte, con la consapevolezza autentica di far parte della menzogna.

Ecco, questo bellissimo libro mantiene questo stile. Hopkins racconta sé stesso, con l'autentica consapevolezza che un'autobiografia è un racconto leggendario, quindi epico, quindi impossibile nonostante racconti il vero; anche quando si cade, anche quando si perde, anche quando si sbaglia.

L'ho letto in una sola giornata, tornando e ritornando spesso indietro per assaporare alcuni passaggi. Vi auguro vivamente di provare la stessa esperienza emotiva

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