mercoledì 12 dicembre 2007

poi uno si chiede
perché abito a Testaccio

Dovete sapere che quando arrivo a casa, mi cambio in cinque secondi per indossare pantoloni lisi e golfetto putrido, con tanto di occhiali da battaglia. Si sa: stare davanti al pc casalingo comporta rischi enormi.
Ore 19,30. Mentre attendo al mio ennesimo romanzo impubblicabile, sento la voce di puzzasenior, il padre del mio vicino, che urla dall'androne: ma bussaaaa, ma vedi che non c'èèèè, ma bussa che non c'èèèèè.
Vi chiederete: come diamine fai a bussare ad una porta, convinto che non ci sia nessuno dall'altra parte? Non bussare e fai prima, no?
C'è puzza de gasseeee, lo vedi che c'è puzza de gasseeee. Chiamate li pompieri, chiamate li pompieriiiiiiiiiiii. Al che penso: chiamateli voi e famo prima.
Esco, mezzo vestito per casa e mezzo no, e mi accolgono puzzasenior vestito col pigiamino all'afror di Guerra Punica (la Prima, ovviamente), puzzajunior col cappellino mai tolto dal primo concerto dei Pink Floyd (1968, al Piper di Roma), puzzanipote che mi guarda come se avessi la lebbra.
Stanno lì ad annusare la porta dell'altro vicino, uno sfigato, ma così sfigato, che andrà all'Inferno non certo per i peccati commessi, ma perché sbaglierà ascensore. Bussano e sbraitano, ma non suonano il campanello altrimenti sartamo tutti pè aria.
Mi guardano - finalmente - e in coro urlano la senti 'sta puzza? La senti sta puzza de gasse... chiamate lì pompieriiii, bussa che non c'èèèè.
Io la puzza la sento, ma è del cervo afgano che la puzzamoglie sta rantolando dentro la fornace di casa, con tanto di interiora di topo finnico e cervello di scarafaggio australiano.
Superata 'sta puzza casalinga, in effetti c'è un vago odore di metano.
Puzzanipote si sveglia dal suo torpore di adolescente sbiadito e si accosta all'ultima porta, quella che un tipo affitta a studentesse, di quelle che tu pensi (ma non lo dici) che so' di facili costumi, sempre e comunque.
Lì, la puzza di metano è terrificante.
Al che, con piglio deciso, rientro a casa (mentre urlano chiamate lì pompieriiii, bussa che non c'èèèè), infilo le scarpe (chiamate lì pompieriiii, bussa che non c'èèèè), infilo il cellulare (chiamate lì pompieriiii, bussa che non c'èèèè), prendo la mia stampella e... sto per chiamare l'ascensore, ma..... nun lo fà, cche sennò sartamo tutti pè aria, haivistomai colle scintille.
Corro su per le scale, armato di stampella e pazienza (chiamate lì pompieriiii, bussa che non c'èèèè), vado fino al sesto piano e suono al proprietario... anche lui non c'è.
Chiamate lì pompieriiii, bussa che non c'èèèè.
Scendo al secondo piano, vado dalla 70enne carissima signora che abita sopra noi, che non fa rumore mai, che cammina a tre all'ora, che ha più figli/nipoti/parenti di tutta Testaccio messa insieme: Alessandro mio, che mi dici! Ora che famo?
Le chiedo il numero dell'Amministratore, un aglio vivente, che però è già uscito. La segreteria declama il cellulare per le emergenze, che però è spento. Mi arriverà un sms appena sarà in linea (ad oggi sto ancora aspettando).
Adesso che faccio? Chiamate lì pompieriiii, bussa che non c'èèèè...
Ariscendo al mio piano e faccio l'unica cosa che nessuno aveva fatto finora: busso alla porta incriminata, quella dove c'è la famosa studentessa, di quelle che tu pensi (ma non lo dici) che so' di facili costumi, sempre e comunque.
E lei c'è! Mi strabuzza due occhi tipo Shar pei (il cane, per intenderci). Nel mio perfetto inglese le chiedo sorry if i boder iu, bat aut dis door dere is samtingh dat smell laich gas... E lei: nou nou nou, it’s a rummparfam and ai am cuking. E io: ai rilli sorri but we scherd abaut a gas escape from dis pleis.
Dopodiché Puzzafamily mi chiede: Alessà, allora? E io traduco il breve colloquio. E loro: ma l'anima de li mejo mortacci sua nun je lo potevi dì? Se vedemo e forza Roma! E io: no, forza Juve! E loro: ah ah ah, sei sempre er solito...
Mi manca un ultimo pezzo. Risalgo dalla 70enne carissima signora che abita sopra noi, che non fa rumore mai, che cammina a tre all'ora, che ha più figli/nipoti/parenti di tutta Testaccio messa insieme: Grazie Alessà, ho sentito quello che ti ha detto la signorina... e da quando in qua la signora sa l'inglese?
Rientro a casa, col ginocchio gonfio come la testa di un bufalo tibetano. Sono le ore 20,00. Tutto è di nuovo calmo. Domani esce sui giornali.



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