28 maggio 2008

la nostra Africa (ciao, Sidney Pollack)

Accade.
Accade ogni santa volta che mi lavo i capelli.
E subito mi viene in mente Robert Redford che li lava a Meryl Streep.
Lei, così bella e sensuale, lontana da ogni maschilista desiderio di possesso fisico, di quelle donne che staresti ad ascoltare per ore, anche quando parlano di cose futili.
Lui, che non sai se invidiarlo perché è bello, o biasimarlo perché è bellissimo.
E l'Africa.
Io in Africa ci sono stato. Sperduto nella savana keniota. Scendo per pochi secondi, pochissimi secondi, dal camioncino che ci stava traghettando tra mille sapori e colori, e guardo davanti, verso l'orizzonte. Un tremore improvviso mi fa sentire uno stronzetto piccolo piccolo: l'Africa è infinita... e non vedo nessun treno sbucare dal nulla. Mannaggia.
E accanto a me, lui, Sidney Pollack. Che mi ha portato a New York sulla bicicletta di Robert "Condor" Redford. Che mi ha convinto come i leoni scappino via anche e solo se li urli contro. Che ha giocato a biliardo contro Tom Cruise. Che ha cazziato Dustin "Tootsie" Hoffmann. Che ha discusso con George "Clayton" Clooney.
So long, Mister Pollack. So Long.
Che la terra ti sia lieve.


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