venerdì 27 novembre 2009

come nasce un bullo

Diciamo che potremmo aprire la descrizione con la fine, un commento buttato là: "che vuoi che sia?".Poi, camminando a ritroso, potremo renderci conto che nessun genitore dice più "no".
Infine arriviamo all'inizio, da una pallonata: distacco della retina, operazione d'urgenza, alla Tac risulta qualcosa di più grave, il pensionando passerà un anno di tribolazioni perdendo anche l'opportunità di un rinnovo contrattuale per altre due stagioni che gli avrebbe certo fatto comodo.
L'ambiente: Testaccio, il bellissimo rione a ridosso dell'Aventino, il più antico colle romano, da dove cioè Romolo si dice abbia scagliato la lancia che si conficcò nel Palatino per poi fondare la Città Eterna.
Testaccio ha tre amplissimi campi sportivi gratuiti, uno parrocchiale e due scolastici (aperti e controllati fino a sera), una piscina dai costi contenuti, due campi di calcio a basso costo che possono essere affittati da più genitori contemporaneamente al ritmo di pochissimi euro al giorno.
C'è anche una lunga pista ciclabile che percorre tutta via Rubattino, con annessa riva ciclabile subito dopo il Ponte Sublicio (anch'esso tra i più antichi di Roma, più di Ponte Milvio).
E invece i ragazzi si concentrano qui, al centro di Piazza Santa Maria Liberatrice, uno slargo asfaltato e delicatamente alberato tutt'altro che attrezzato e ricco invece di insidie fisiologiche, dove passano e riposano persone anziane, bimbi in carrozzina, esseri umani insomma, liberi di vivere come si dovrebbe in un ritrovo così bello e sicuro.
In più, nel giro di pochi metri le auto che transitano rischiano o di prendere pallonate che potrebbero compromettere l'attenzione alla guida, o di investire imprevedebili e improvvisati calciatori presi dalla legittima foga del gioco.
A riguardo già solo il Codice della Strada vieta qualsiasi attività sportiva al di fuori degli spazi previsti: ma qui non siamo nelle aride periferie; qui gli spazi ci sono a volontà e pure coperti da assicurazione per eventuali infortuni.
Non solo, ma più i pupi crescono e più aumentano i comportamenti fuori luogo: con motorini e biciclette sui marciapiedi slalomano tra persone anziane e fastidiosi esseri viventi, oppure scatenano ovunque cani sguinzagliati e cacherecci, stereo ad alto volume, atti di vandalismo sulle infrastrutture e cose simili... perché?
Perché provare a dire "no", provare a far capire che la loro libertà è ben che tutelata in appositi confini significa subire l'aggressione dei genitori e il "che vuoi che sia" dei passanti.
È un po' come quando certe deficienti attraversano la strada buttando avanti prima la carrozzina col figlioletto. Il "ricatto" dell'infanzia, insomma. È un bambino? Può fare quello che cazzo gli pare. Punto e basta.
E quando poi sono adolescenti, cosa sono diventati? Questo?
Per la cronaca: ora il vecchietto ci vede, ma non esce più di casa: gli hanno estirpato la sua piazza, le sue panchine, i suoi spazi. Nessuno gli ha mai chiesto scusa. Nessuno ha punito l'autore della pallonata.

lo stipendio della presa

Come ho più volte raccontato, il mio stipendio medio netto è di 1,097 euro. Meglio non ribadire il mio curriculum e cose simili perché sarebbe una perdita di tempo. Soprattutto meglio non ricordare il mio j'accuse contro i luoghi comuni sul come e del perché veniamo trattati come veniamo trattati.
E meglio non ricordare come vengono sfruttati i precari, perché sarebbe da impugnare i forconi e disintegrare tutto.
Facciamo finta che io sia un travet senza identità. Da due anni il nostro contratto era scaduto: sostanzialmente ci dovevano 15,000 euro lordi a capoccia (più o meno, ma ci stiamo vicini). Il simpatico sindacato e la simpatica azienda sono giunti a un bel compromesso: 3,000 euro immediatamente e non se ne parla più.
Quindi dovrei avere una bella busta paga per novembre, dicembre e gennaio. E così sarebbe. Poi però scendi nel dettaglio e scopri cose che voi umani, eccetera: per un lordo di 2,855 euro mi ritrovo un netto di 1,920. Poco meno di 1,000 euro svaniti in voci su cui è meglio non indagare, perché sarebbe da impugnare i forconi e disintegrare tutto.

giovedì 26 novembre 2009

ogni forma è violenza

Ieri pomeriggio un tipo si è presentato nel mio ufficio alla ricerca di un collega con cui collabora a un progetto culturale. In sua compagnia c'era una ragazza russa, molto alta, sicuramente bella, perlomeno per gli stilemi televisivi attuali, vestita pudica, entro istintivi e collaudati confini del "mostrare senza far vedere".
Quel poco tempo che li ho intrattenuti (più per cortesia che per interesse/necessità) lui non ha fatto nient'altro che ammiccare, non dico platealmente, ma con il chiaro e poco implicito intento di vantarsi di una "cosa bella" che sua non era ma di cui lui - appunto - deteneva l'esclusiva della conoscenza, di cui lui aveva esplorato quel minimo di intimità definito "amicizia" (anche quando ci si conosce da poco... l'"amicizia, quella vera è più profonda, lo sappiamo).
Durante questa messinscena una telefonata lo ha interrotto sul più bello, costringendolo ad assentarsi temporaneamente. Nel giro di pochi secondi quella "cosa bella" ha dimostrato di essere colta, intelligente, equilibrata, addirittura laureata!
Per carità, non sono incorso nello stesso errore del nostro "amico", ma il mio cervello (istintivamente incapace di "sguardare" scollatura o forme) ha intuito quanta differenza sostanziale ci fosse tra quel pianeta femminile e il nostro pianeta maschilista. Retoricamente ho percepito come "violentata" quella fanciulla, anche e solo dal comportamento "innocente" e vanitoso del tipo.
Incidentalmente proprio ieri si è celebrata la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne.

donne, è arrivato l'arrotino

 
La Commissione sanità di Palazzo Madama vota a maggioranza (Pd contrario) un documento che ferma la pillola abortiva. Si dovrà attendere un parere del Ministero della Salute sulla compatibilità con la legge sull'aborto /



Ma se dico "VERGOGNA!!!" suona retorico?

Thanksgiving

Alessandro --

Tomorrow, Thanksgiving Day, Americans across the country will sit down together, count our blessings, and give thanks for our families and our loved ones.

American families reflect the diversity of this great nation. No two are exactly alike, but there is a common thread they each share.

Our families are bound together through times of joy and times of grief. They shape us, support us, instill the values that guide us as individuals, and make possible all that we achieve.

So tomorrow, I'll be giving thanks for my family -- for all the wisdom, support, and love they have brought into my life.

But tomorrow is also a day to remember those who cannot sit down to break bread with those they love.

The soldier overseas holding down a lonely post and missing his kids. The sailor who left her home to serve a higher calling. The folks who must spend tomorrow apart from their families to work a second job, so they can keep food on the table or send a child to school.

We are grateful beyond words for the service and hard work of so many Americans who make our country great through their sacrifice. And this year, we know that far too many face a daily struggle that puts the comfort and security we all deserve painfully out of reach.

So when we gather tomorrow, let us also use the occasion to renew our commitment to building a more peaceful and prosperous future that every American family can enjoy.

It seems like a lifetime ago that a crowd met on a frigid February morning in Springfield, Illinois to set out on an improbable course to change our nation.

In the years since, Michelle and I have been blessed with the support and friendship of the millions of Americans who have come together to form this ongoing movement for change.

You have been there through victories and setbacks. You have given of yourselves beyond measure. You have enabled all that we have accomplished -- and you have had the courage to dream yet bigger dreams for what we can still achieve.

So in this season of thanks giving, I want to take a moment to express my gratitude to you, and my anticipation of the brighter future we are creating together.

With warmest wishes for a happy holiday season from my family to yours,

President Barack Obama




Paid for by Organizing for America, a project of the Democratic National Committee -- 430 South Capitol Street SE, Washington, D.C. 20003. This communication is not authorized by any candidate or candidate's committee.


mercoledì 25 novembre 2009

freddure da stanchezza

C'era un orologio fermo in salotto. Gli ho detto "si accomodi", e ha camminato.

Un poliziotto trova una caramella nel luogo di un delitto: è convinto che menta.

Haneke, ovvero:
quando il pubblico recita

Alla fine ce l'ho fatta: il colore era sempre bianco, ma non quello dello Spazio con la Buy.
Insomma, ho visto Il Nastro Bianco di Haneke, un capolavoro indescrivibile.
Non tanto perché mozza il fiato all'istante, ma perché ti arriva dopo; e - appunto - non riesci più a descrivere e decifrare le numerose mazzate psicologiche che ti arrivano addosso da ogni dove quando meno te lo aspetti.
La leggerezza della regia, delle recitazioni, della (straordinaria) fotografia, del metodico montaggio, tutti insomma partecipano alla cerimonia soffusa e minimalista che racconta fatti e situazioni a ridosso di un qualsiasi villaggio tedesco poco prima del gesto modernista di Gavrilo Princip.
La microquotidianità, le caratterizzazioni, gli eventi così duri ma presentati con semplicità disarmante. Un finale che finisce ma non termina. Dove, cioè, ci interessano poco i colpevoli o gli innocenti: perché la vita non ha bisogno di codardi o di eroi, ma di persone che la sappiano vivere con dignità. E che forse alla fine l'unico che ne ha da vendere è il fattore che deve governare un figlio ormai grande e "rivoluzionario".
Fa impressione constatare ancora una volta come Haneke obblighi il pubblico a "recitare". Cioè: le sue inquadrature alludono, ma senza furbizia o voyerismo. È l'immaginazione dello spettatore che si incanala forzatamente dentro contesti e situazioni che non vede ma che sa che ci sono. E poi lo stesso spettatore si vergogna di aver immaginato "per forza" certe cose, perché si rende conto di essere marcio dentro tanto quanto quei personaggi di/mostrati con tanta semplicità.
Insomma: finalmente un film degno di attenzione, una pietra miliare di un modo di fare cinema "colto" senza fronzoli e senza salotti tra i piedi.


ics my vote

Se si votasse domani mattina, l'Alleanza per l'Italia di Francesco Rutelli otterrebbe il 2,1% dei consensi, "rubando" voti al Partito Democratico, al Pdl e pescando nel bacino degli indecisi.
[...]
Ad oggi, questo terzo polo varrebbe circa il 10%. Merito delle forze fresche rutelliane ma merito soprattutto di una Udc in ottima forma e in costante ascesa, data al 7,2% e capace di guadagnare nell'ultimo mese quasi un punto e mezzo percentuale. Completerebbe il quadro il Movimento per le Autonomie, costante al 1,1%.

L'analisi continua qui.

giustizia Giustizia

Che la sinistra sia fuffa e chiacchiere lo dimostra il successo del berlusconismo, nella sua forma più impalpabile intendo.
Guardiamo questa farsa del Processo Breve.
Il fatto che se ne parli solo ad ogni rischio di carriera berlusconiana dovrebbe già destare un minimo di allarme. Invece cosa fanno i nostri gonzi? Anziché spostare i termini del tutto, ed evitare un dibattismo inutile e legittimante, danno implicitamente la stura alle lamentele del Pdl per poi infognarsi proprio e solo dentro la dialettica pretestuosa e stabilita dal Pdl stesso. L'arena degli argomenti resta quindi risicata e fragile. Ma nessuno dei nostri prova a scalfirla. Perché?
Perché io credo che in fondo ci sia una sorta di grado di ricattabilità morale reciproca, per cui non essendo i nostri così puri come la danno a bere a noi, evitano di fatto di confrontarsi su temi assoluti, limitandosi quindi al chiacchiericcio da piani alti che a noi non porta nulla se non scoramento.
Lo dimostra il fatto che le carceri son piene. E anziché svuotarle dai poveracci, anziché ridisegnare una strategia giuridica assoluta che determini il vero senso della Giustizia (con la "g" maiuscola), anziché portare tutti non tanto a un senso dei "valori condivisi" (perché la "condivisione" all'italiana è solo un furbo compromesso tra le parti elitarie) ma a valori assoluti sotto cui bisogna piegarsi e autodisciplinarsi, ci porta e comporta solo decidere se Berlusconi debba andare in galera o no.
Tant'è che di fatto il Pdl usa come specchietto per le allodole il dramma assoluto della giustizia lenta, per poi preoccuparsi fattivamente solo di difendere Berlusconi; il centrosinistra, invece, usa il dramma relativo della giustizia lenta, solo per poter poi mettere Berlusconi in galera.
Sul piano dialettico - e nazionalpopolare - vince la furbizia del Pdl, che infatti ha più successo. Sul piano morale - ed elitario - vince la retorica del centrosinistra, che infatti perde elettori.
Ma di fatto la Giustizia resta lenta, e Berlusconi resta al suo posto.
Se non è un fallimento che ci avvolge tutti, ditemi voi cos'è.
Se non è una presa per il culo, ditemi voi cos'è.

martedì 24 novembre 2009

segreti da tenere segreti

Che Coppola sia un genio non c'è neanche bisogno di dirlo, tanto gli dobbiamo per aver messo al mondo Apocalypse now, i vari Padrino, Dracula, Rusty il selvaggio, Cotton Club, I ragazzi della 56esima strada e Giardini di pietra.
E ricordiamoci che oltre alle pellicole ha contribuito a mettere al mondo una figlia visionaria e intelligente come poche.
Ma che bisogna prenderlo a pizzoni per come ha ridicolizzato il suo ultimo film, anche questo è indubbio.
Grandissima fotografia, per carità; musiche egregie (sia quelle originali che quelle da catalogo); montaggio sapiente del fidissimo Murch... ma qualcosa non torna, e di brutto.
Innanzitutto la storia, molto "telefonata" e prevedibile, che quindi rende lento e quasi insopportabile l'evolversi della vicenda (tutt'al più ci si sbaglia sul mittente della "sorpresa", ma poco conta).
Poi la scelta di Alden Ehrenreich come perno dell'intera vicenda: è così identico a Leonardo di Caprio (ma più inespressivo) che se avessero girato insieme la famosa scena dello specchio, ci saremmo divertiti di più.
Infine il manierismo delle inquadrature nodali e dei tempi narrativi: Coppola imita la figlia , ma con un voyerismo finto estetico e un po' alla Aubrey Beardsley, che disorienta e irrita.
A leggere i critici nostrani e non, questo film sarebbe un capolavoro. Francamente mi sfuggono i criteri con cui vengono elaborate queste visioni. Io brutalmente uso sempre come riferimento mia moglie: se è presa, il film vale; altrimenti c'è qualcosa che non va.



Un piccolo dettaglio: il doppiaggio italico fa pena; come noterete dal trailer originale si parlano molte lingue, rigorosamente banalizzate e appiattite dai nostri curatori... ma è una storia vecchia, ormai.

mai più senza

un lutto ormai maggiorenne



Freddie Mercury
(5 settembre 1946 – 24 novembre 1991)

lunedì 23 novembre 2009

il suo nome è Moore,
Roger Moore

Ci sono attori che sono simpatici, sempre e comunque. Punto e basta.
Simpatici senza motivo, senza un ricordo particolare, senza che abbiano fatto chissà cosa: Roger Moore è tra questi.
Da Ivanhoe, passando per Simon Templar, per Attenti a quei due, per I quattro dell'oca selvaggia, per finire a tutti i suoi 007, Roger Moore è bello, ironico, divertente e con un viso che si è adattato bene ai cambiamenti del clima cinematografico.
In questa simpatica autobiografia lo conoscerete a fondo (dalla sua "modesta" prospettiva, è ovvio).
Vi dirò, a volte sono meglio questi scritti ricchi di aneddoti, curiosità, magari anche con leggeri pettegolezzi e tanti sorrisi, piuttosto che certi saggi che impiegano cento pagine a decriptare l'incommensurabilità di un simbolico starnuto.
Evviva Roger Moore, evviva l'ironia.

i dubbi dell'ora di pranzo

Prendete il vostro pc, accendetelo e poi buttatelo nell'acqua. Cortocircuito assicurato, direte voi. Vero, ma fino ad un certo punto. Perché un qualsiasi tecnico navigato (è il caso di dirlo) potrebbe comunque tirar fuori dall'hard disk documenti, file e un mucchio di cose insospettabili.
Dunque: se io volessi veramente distruggere un pc con documenti che mi compromettono, gli darei fuoco insieme a tutta la stanza, con tanto di testimone pericolosa addormentata/rintronata/impotente dall'abuso di farmaci e alcol.
Quindi: perché hanno dato fuoco alla casa di Brenda, infilando nell'acqua il suo pc? Per preservarlo, altroché.
Conclusione: qualcuno ha mandato un messaggio ben preciso a qualcun altro.
Non solo il mistero s'infittisce, ma abbiamo in giro tre persone pericolose. Nell'ordine: l'autore materiale dell'incendio/omicidio, il ricattatore che ha commissionato questo sghembato meccanismo... e il ricattabile.
Non mi sembra un bel panorama.

in the court of crimson king


Come nelle migliori tradizioni: un tizio rimette a posto delle pile di nastri vecchi e ritrova il master di questo inevitabile capolavoro. Il proprietario dei diritti (Robert Fripp) chiama un suo amico nonché epigone (Steve Wilson dei Porcupine Tree e di molti altri progetti), e gli dice di tirarci fuori il meglio del meglio del meglio dei suoni possibili.
Eccolo qui: il capolavoro dei King Crimson ripulito e perfettamente a suo agio coi suoni contemporanei, mantenendo al tempo stesso sapori e colori di una registrazione ormai datata.
Un'operazione che non è solo commerciale (c'è qualcosicchina in più, oltre a un dvd con varie versioni sonore per i più esigenti e un video niente male), ma anche artistica.
Io ho anche l'ormai vecchia versione in cd, e vi posso assicurare che la differenza si sente. Eccome. E lo dice uno che non ama i remasters dei remasters dei remasters di mia nonna. Perché stringi stringi sono differenze che potresti apprezzare solo con megaimpianti dai costi esorbitanti.
Insomma la copertina col faccione è viva e lotta insieme a noi. E ancora oggi quando sento qualche 'gnurantone non sapere la portata storica di questo capolavoro, o l'importanza e l'attualità della tecnica di Fripp, mi viene da sprangarlo seduta stante con i master originali appena ritrovati.

romano al lavoro


Cecoslovacchia on the road

La nostalgia di Pierluigi Mennitti.

domenica 22 novembre 2009

domenica cinema (13)
Seddok, l'erede di Satana

Il titolo è quanto di più infelice uno potesse escogitare, anche perché potrebbe rivelare al più scaltro degli spettatori chi è il/la vero/a cattivo/a della situazione. Eppoi di vampiri veri e prori... insomma, avete capito.
In realtà è un horror quasi all'"italiana" con l'insospettabile regia di Anton Giulio Majano, e con Alberto Lupo, Sergio Fantoni, Ivo Garrani e la meteora Susanne Loret.
Il titolo inglese recitava Atom Age Vampire, che se provate a tradurlo letteralmente, vi mettereste ancor più a ridere. In realtà è una storia ovvia, quasi modesta, ma che ci consente di conoscere da un'angolatura insolita questi mostri sacri del cinema nostrano.
La solita avvertenza: è in inglese, ma di una comprensibilità pressoché totale.



sabato 21 novembre 2009

Autumn Leaves - Chet Baker & Paul Desmond Together

Heard It Through The Grapevine- Creedence Clearwater Revival

Funeral of Queen Mary by Purcell - Played with A1 Synth

Jimi Hendrix - Purple Haze at Woodstock 1969

antiberlusconismo all'italiana

venerdì 20 novembre 2009

la parola artista

Nell'ormai lontano aprile di quest'anno avevo raccontato come mi fossi irritato al sentire un mio amico definirsi "artista". Implicitamente questo sacro termine l'aveva riferito anche a me. Per carità, scrivo, compongo musica, fotografo, lui dipinge; ma da qui a definirsi artisti ce ne vuole.
Personalmente non credo ci siano più artisti in giro da molto molto tempo. Ma non sono mai riuscito a concretizzarmi il perché di questa mia intuizione, sia mentalmente che in maniera comprensibile per gli altri.
Poi dal testo di Herzog che ho segnalato poco meno di un mese fa, ho letto una sua risposta (pagine 167-8) e ho capito tutto.

Detesto profondamente perfino il concetto di artista in quest'epoca. L'ultimo re dell'Egitto, Farouk, ormai in esilio e tremendamente obeso, mentre divorava una coscia d'agnello dopo l'altra, ha detto una cosa bellissima: «Ormai non ci sono più re al mondo, solo il re di cuori, il re di quadri, il re di picche e il re di fiori».
Il concetto stesso di artista è per certi versi anacronistico al giorno d'oggi. È rimasto un solo posto in cui si possono trovare artisti: il circo. Lì ci sono il trapezista, i giocolorie, persino l'artista del digiuno.
Il film non è analisi, è agitazione della mente; il cinema proviene dalla fiera del villaggio e dal circo, non dall'arte e dall'accedimismo. Penso davvero che nel mondo dei pittori, dei romanzieri e dei registi cinematografici non ci siano artisti. Si tratta di un concetto che appartiene a secoli passati, in cui c'erano cose come la virtù, i duelli con le pistole all'alba tra uomini innamorati e le fanciulle che svenivano sui divani.

Michelangelo, Caspar David Friedrich e Hercules Segers: questi sono artisti. L'«arte» è un concetto pienamente legittimo nelle loro epoche. Sono come gli imperatori e i re, che rimangono le figure decisive nella storia dell'umanità e la cui influenza è avvertita anche ai nostri giorni. Con le attuali monarchie non accade niente del genere.
Non sto parlando della morte dell'artista; credo soltanto che la creatività sia concepita in una prospettiva piuttosto datata e antiquata. Per questo detesto la parola «genio». Anch'essa è una parola che appariene a epoche passate e non alla nostra. Al giorno d'oggi è diventata un concetto malato.

[...]
L'espressione in sé e il concetto di cui essa è portatrice provengono dal tardo XVIII secolo e non sono adatti al nostro tempo.
[...]
Ho sempre pensato che un creatore non ha nessun rilievo intrinseco e questo vale anche per quanto concerne il mio lavoro.

mi si levi il crocefisso, per cortesia


[...] il crocifisso è lì come simbolo non di identità ma di trascendenza. Sono lì [nei tribunali e nelle aule scolastiche] perché lo Stato ritiene che la dimensione della trascendenza sia aiuto per, e garanzia di, meglio dare e ricevere insegnamenti, meglio dare e ricevere giustizia. Quello che gli “abolizionisti” contestano è proprio che lo Stato riconosca queste funzioni a quel simbolo, e ne imponga la presenza in aula, in quanto funzionale ai compiti che lì vengono svolti.
In tal caso, avendo presente quanto poco la realtà corrisponda a questo presupposto, levare il crocifisso da scuole e tribunali non disconosce le nostre culture: evita qualche sacrilegio.

L'intera analisi di Debenedetti sta qui.

ma che dite?
è il pisello che è stato deviato da una pietra

L'ex carabiniere fu accusato e poi prosciolto per la morte di Carlo Giuliani durante il G8 di Genova
Gli abusi risalgono al 2007. All'epoca la ragazzina che ne è stata vittima aveva 11 anni
Mario Placanica indagato
per violenza sessuale su minore

insabbiatemi questo


La transessuale - coinvolta nella vicenda che ha fatto dimettere
il governatore del Lazio - era nel suo appartamento, carbonizzata
Trovata morta la trans Brenda 
È il secondo morto del caso Marrazzo
Aveva detto di essere stata minacciata. Forse voleva
scappare: trovate in casa delle valigie pronte

giovedì 19 novembre 2009

ipocrisie

Ogni santo giorno le notizie ci rincorrono. Non informano e non formano, rendono solo nota qualcosa che già possiamo immaginare: è come stare in un recinto, dove non entra niente di nuovo se non la pastoia che noi stessi come galline richiediamo.
Da questa prospettiva del mio ufficio, mi diverte vedere emerite teste di cazzo parlare di diritti, di educazione e di etica, quando loro sono i primi a comportarsi da bestie.
Unendo i due punti dei due paragrafi di questo post, mi viene spontaneo farmi un automonito.
Questo:


quando le notizie si equivalgono


riassunto delle puntate precedenti

Il Rocca va in ospedale e non aggiorna il suo blog.
Quando torna ci racconta il mondo con una manciata di sapide righe.

cognomi


mercoledì 18 novembre 2009

il mistero di Bergamini


Ne ha parlato recentemente anche Oliviero Beha: vent'anni fa moriva Donato Bergamini.
Qui potete leggere un estratto della sua intricata vicenda. Ancora oggi non si conosce la verità.

baroni bari

I "compagni" di Farefuturo dicono la loro sul marcio che si perpetua nelle università italiche.

Molti ricercatori capaci invecchiano aspettando che qualcuno con il potere di farlo voglia prendersi in carico la loro affermazione professionale. Molti scelgono di approdare in sistemi fondati realisticamente sul merito, nei quali conta il progetto di ricerca e gli studi condotti più che il “maestro” al quale si fa riferimento. Pochi si ribellano, denunciando una situazione ormai parossistica, e chi lo ha fatto non ha avuto la possibilità di rimanere, con diritto, dentro quel sistema che, come tutti i sistemi di potere, si ripiega su se stesso in difesa del proprio perpetuarsi. Come cittadini di una società civile, non siamo stanchi di sentir dire, nel pubblico come nel privato, nella politica come nella pubblica amministrazione e nella finanza “Tanto si sa come vanno queste cose”? Non siamo ancora pronti per smontare un sistema incivile fondato sull’ “aiutino”, sulla conoscenza, sullo scambio di favori?
Il resto lo trovate qui.

ivella?

Mastrini, il pianista al contrario
suona a partire dall'ultima nota


Aspettiamoci file di espertoni.

acca due ho,
non acca due abbiamo


Ho cercato nell'archivietto di questo blog, ma non l'ho trovato. Per cui credetemi sulla parola: di acqua ne avevo parlato ben prima che diventasse la tragedia che stiamo vivendo in questi giorni. Senza fare indagini complicate, basta essere fedeli lettori di Internazionale per constatare come la sua privatizzazione abbia comportato là dove veniva applicata/imposta solo enormi problemi.
Del resto un esempio di come da noi sussistano i due pesi e le due misure a riguardo, è la (spero) ormai nota speculazione che ci hanno fatto sopra i ragazzi del Vaticano (ne parlai qui).
La fedele cronaca di questo decreto (e la comparazione con le altre realtà europee) è di Dacia Maraini. forse l'ultima vera intellettuale che l'Italia abbia ancora in dote.
La replica "tecnica" è, invece, di Franco Debenedetti.

ps la citazione che dà il titolo a questo post è dei due conigli radiofonici 

martedì 17 novembre 2009

quando il mondo si ferma

No, non mi sono dimenticato dell'incontro cinese di Obama, né tantomeno del suo recedere su posizioni che di ecologico hanno ben poco.
È che il contraltare del post muro è anche questo: ci serviamo, gli uni con gli altri. E le strategie geopolitiche non guardano in faccia nessuno. È vero che noi europei, bianchi e occidentali potremmo contribuire meglio a dare seguito alle parole di Obama, ma è anche vero che la Cina è un pianeta così potente e prepotente che alla fine ci è pure andata bene.
E sempre a proposito di delusioni, leggete sul Sole24Ore come Ugo Tramballi ha interpretato gli esiti del Vertice Fao.

dall'inferno la bellezza

L'intero intervento di Saviano.
È la puntata integrale, legale e in diritti, pulita dai miei infaticabili colleghi.
Se è on line è perché voi la pagate con il canone. Anche questo è un modo per essere a modo.

alleanza per l'Italia



L'originale sta qui.

ieri c'era Rutelli a 8 e mezzo


Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista!
Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,
io solo qui alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino, voglia di bestemmiare!

[da L'avvelenata di Francesco Guccini]

vaccinami questo

Su come ho vissuto l'"influenza" quand'ero ricoverato, ne ho già parlato qui.
Da giorni ormai mi arrivano mail e powerpoint contro il vaccino e a favore di un complottismo di maniera che fa sorridere.
Certo è che certe cose si possono evitare senza scomodare Topo Gigio. Le buone maniere salvano più vite di un proclama allarmistico.
Se poi volete saperne di più, leggete questo lungo pezzo di Dario Bressanini, da cui ho estratto la semplice indicazione che segue.

Non voglio parlare dell’influenza, non ho informazioni superiori a quelle che potete avere anche voi consultando il sito del Ministero e quello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.


Newsletter le Scienze





le Scienze

Newsletter del 17/11/2009

 

Un'atmosfera di ossigeno nello spazio. Ma è una nana bianca

I due oggetti scoperti, indicati dalle sigle SDSS 0922+2928 e SDSS 1102+2054, hanno uno spettro caratteristico che conferma i modelli teorici sulla conclusione del ciclo di vita delle stelle massicce
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Scoperta la "centrale energetica" delle barriere coralline

Le spugne della specie Halisarca caerulea crescono in profonde e oscure cavità al di sotto delle barriere, e il 90 per cento della loro dieta è costituito da carbonio organico disciolto, che viene convertito in cellule cenocitiche utilizzabili da tutte le specie marine
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Flora batterica e obesità

Il valore nutritivo degli alimenti dipende anche dalla composizione della popolazione batterica dell'intestino. Quella sbagliata favorisce l'obesità anche con una buona dieta

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Il segreto della resistenza delle spore

Secondo lo studio, sarebbe da attribuire alla sostanziale immobilizzazione delle proteine presenti nel loro nucleo e alla eccezionale impermeabilità delle membrane protettive

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Un gene per il linguaggio umano

Il gene FOXP2 ha dimostrato di avere effetti diversi nell'essere umano e nello scimpanzé regolando in modo diverso l'espressione di altri geni-bersaglio
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Il primo processore quantistico programmabile universale

Per la prima volta che si è riusciti a dimostrare la possibilità di realizzare un processore quantistico per più di un qubit
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Verso la nanoelettronica al silicio

Studiando al microscopio elettronico campioni di nanocavi al silicio si è scoperto che hanno proprietà meccaniche superiori a quelle delle controparti macroscopiche
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Sessantenni a rischio disabilità

Negli Stati Uniti nel corso di dieci anni la percentuale di persone di quell'età che hanno problemi è aumentato, nei diversi ambiti delle abilità funzionali, fra il 40 e il 70 per cento
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Dipendenza da dieta

Ripetuti cicli di diete, con la periodica eliminazione di cibi particolarmente appetiti, facilitano lo sviluppo di un comportamento alimentare compulsivo
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Accelera la perdita di ghiaccio della Groenlandia

Le recenti estati calde hanno accelerato la perdita di massa che ora arriva a 273 gigatonnellate all'anno, con un innalzamento globale del livello del mare di 0,75 millimetri all'anno
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il nome Tobagi...

Riccardo Chiaberge è un intellettuale che regala sempre sorprese esemplari. Nell'ultimo fondo del Domenicale del Sole 24Ore scrive cose molto intelligenti e coraggiose che dovrebbero essere lette non solo dai giovani, ma soprattutto da chi fu protagonista dei cosiddetti anni di piombo. Ovviamente è all'opposto dell'irritante furbismo sofriano: ma questa era una valutazione implicita.

lunedì 16 novembre 2009

suic of

Aiuto!
Ho risintonizzato il televisore: 198 canali lilli lilli.
E mo' che ci faccio?

lo fao o non lo fao

Figuriamoci se non sono a favore della lotta alla fame nel mondo. Ma che mi si blocchi una città solo per giochetti di rappresentanza mi sembra barbaro e insultante.
Quanto costano questi meeting? Quanto le hostess accolte da Gheddafi? Quanto le cene e i buffet? E sul piano morale, quanto ci pesa la presenza di certi figuri?
Qualunquismo il mio?
Be', non credo di essere secondo a nessuno, specie al papa che ne ha sparata un'altra delle sue senza documentarsi prima e senza pensare che le parole sono pietre, e certe pietre è meglio tenersele in tasca.

a lavoro!

c'è Brunetta qui a Teulada.

firma che ti rifirma

Non è per fare il controcorrente ad ogni costo, ma la domanda (duplice) sorge spontanea: perché questa moda delle firme online? Perché Saviano non manda a quel paese la Mondadori?
L'avete visto in questi giorni: questo straordinario ragazzo ha scritto una lettera molto bella a Berlusconi, che nel caso suo è sia Presidente del Consiglio che datore di lavoro. Sostanzialmente lo implora di ritirare questa (ennesima) farsa scandalosa della "legge sul processo breve", nel nome di chissà quale sensibilità istituzionale che certo B. non ha mai avuto, non ha e non potrà mai avere.
E quindi, come premesso, i dubbi si moltiplicano. Da tempo ormai Repubblica usa sensibilizzare il "suo" popolo con appelli via web (firma qui, firma là), dimostrando di fatto due dettagli niente male: il primo, che comunque è una sensibilizzazione elitaria, trasversale quanto vi pare ma pur sempre rivolta solo a chi frequenta la tecnologia. E quindi lascia fuori molti possibili e utili attori.
E qui passiamo al secondo dettaglio: non si usa più l'andare per strada, porta a porta. Lo fanno i leghisti, lo fanno i più o meno post fascisti, ma noi a sinistra non lo facciamo più da tempo. E Repubblica non fa che peggiorare le cose. Alla fine la gente viene informata solo dai mass media e non da esseri umani. Personalmente per anni ho praticato la raccolta di firme: oltre ad essere l'unico e autentico modo di stare accanto alla gggente (tutta), consente di infiltrarsi ovunque. Certo, si consumano tacchi e fatica, ma almeno fa crescere e consente di crescere.
La seconda domanda sulla Mondadori l'ho già fatta mille volte: quella italiana è una situazione anomala, o mollate le aziende di Berlusconi e quindi siete in pieno diritto di criticarlo, oppure continuate a lavorare per lui e allora state zitti.
Più chiaro di così.

dante dove sei?

Purtroppo in molti non si rendono conto dell'importanza di un direttore della fotografia. Non voglio partire con il presuntuoso "mo' ve lo spiego io" perché è da sciocchi: però se poco poco il pubblico fosse edotto a riguardo andrebbe da Dante Spinotti e se lo mangerebbe intero.
Stiamo parlando di uno che ci ha deliziato con L'ultimo dei mohicani, Il segreto del bosco vecchio e L.A. Confidential, mica cavoli.
Poi adesso lo ritroviamo in Nemico pubblico. Chettepossino, Dante mio, hai fatto un casino: camera a spalla finto cronachistiche (ogni tanto ci scappa pure qualche "capocciata"), viraggio a freddo anziché in grigio-noir (sembra un film horror anni '90).
Sì, per carità, il geniale Mann voleva andare un po' oltre il tipico gangster movie. Ma qui ci si perde di fronte alle immagini anziché a quello che stanno dicendo.
Credetemi: gli attori sono bravi, il montaggio è ritmico (provate a contare fino a quattro e vedete che succede) a fronte di scene dilatate all'antica... ma mancano pathos e immagine.
Insomma, dire che Nemico pubblico non mi è piaciuto è dire troppo. Ma dire che mi è piaciuto è dire peggio.

domenica 15 novembre 2009

domenica cinema (12)
Scrooge (1935)

Il classico di Dickens in una versione poco nota. Paperon de' Paperoni sarà un'altra cosa: ma alla fine va bene così.

sabato 14 novembre 2009

Jan Garbarek with Keith Jarrett - Spiral Dance

David Bowie - Thursdays child

Tutu (live) Miles Davis

Peter Gabriel - Solsbury Hill

Alice In Chains - Down In A Hole - unplugged

Da sentire senza lame tra le mani.

The Prodigy - Invaders Must Die

Se dovete spostare i mobili di casa, mettete questo brano a palla.

Lucio Battisti - Emozioni

Questa è una delle rare volte in cui ascoltando le parole riesci a godere della musica e viceversa.
Il bello è che canta di un fuori tono che lèvati.
Ma è proprio una grande canzone.

retire this way

Che lo Steve Tyler (pseudonimo di Stefano Victor Tallarico) dopo 39 anni di onorato matrimonio se ne voglia andar via dagli Aerosmith (dentiera compresa), è una cosa che fa sorridere e dispiacere al tempo stesso.
C'è chi dice che non sia vero, e che serva per dare smalto a questo geriatrico gruppo di pensionati. Fatto sta che è meglio far finta di niente e rivedere questo video, geniale quanto irriverente.

venerdì 13 novembre 2009

il Belpaese

Rutelli fonda un partito con un simbolo a metà tra una croce e un dissimulato "DC". Invece di restare nel PD, scappicchia via, come un bambino petulante. Beati voi che lo votate: qui a Roma non si beccherà il voto neanche della moglie, statene certi.
L'onorevole di turno accusato di camorritudine, anziché dignitosamente togliersi dalle scatole, si affida al voto popolare per sconfessare il solito "teorema" dei giudici.
Fini aveva testè fatto un bruttissimo accordo con B., che ovviamente non l'ha rispettato.
Visto che non se l'accatterebbe nessuno, Marrazzo torna alla Rai. Con quale mansione/stipendio non si sa. Ma se organizzerà una trasmissione notturna, farà un botto di audience.
Io emigro.

l'orchestra elettrica di Miles Davis



19 agosto 1969. Mentre si ripulivano i prati di Woodstock, Miles Davis portò in studio un’«orchestra» senza precedenti: tredici solisti con chitarre e tastiere elettriche, quattro percussionisti, un clarinetto basso, un sax soprano. Con qualche appunto sulla carta e dopo solo una serata di prove, in tre mattine si registrò un disco la cui portata storica fu subito chiara.
D'ora in poi, quando si parlerà di saggi, nel senso veramente vero del termine, bisogna aggiungere "come il Bitches Brew di Enrico Merlin e Veniero Rizzardi".
Il primo è noto per aver catalogato l'opera omnia del grande artista "abbronzato", il secondo per aver studiato Luigi Nono in profondità.
È un corposo e complesso saggio "sistemico", attraverso cui cioè riesci ad esplorare tutto: il contesto, i fenomeni sociali, gli aspetti estetici, artistici e tecnici.
Raramente due italiani hanno messo in piedi un'opera simile: ve ne consiglio caldamente l'acquisto.

giovedì 12 novembre 2009

testament

Sto ascoltando l'ultima (tripla) fatica di Keith Jarrett. Dovremo inventare un nuovo vocabolario per tentare disperatamente di sfiorare una benché minima definizione della perfezione di quest'uomo. Ancora una volta è andato oltre: il bello è che noi già non sappiamo cosa ci sia da questa parte dell'"oltre"; figuriamoci dall'altra.


Qui un'ottima analisi del mio amico di link di Mondo Jazz.

navi dei veleni

Riccardino dice la sua.