27 luglio 2026

ARTÙ, LANCILLOTTO E IL GRAAL - I (Einaudi)

Il ciclo di romanzi in antico francese che gli specialisti conoscono con il titolo Lancelot-Graal, o ciclo della Vulgata, non è mai stato tradotto integralmente in italiano in epoca moderna, nonostante sia una delle opere piú grandiose del Medioevo europeo, e abbia esercitato uno straordinario influsso sull’immaginario narrativo della cultura occidentale. Di autore ignoto, forse piú autori al lavoro insieme, composta nei primi decenni del XIII secolo in una località imprecisata della Francia del Nord, non incardinata né sui miti del mondo greco-romano né sul confronto tra il mondo cristiano e il mondo islamico, la Vulgata non sembra possedere i connotati che definiscono un classico secondo i parametri correnti, e di fatto non è stata ancora pienamente riconosciuta come tale

Francamente, non so perché amo avventurarmi in queste letture, ma sono così belle e saporite che in realtà mi meraviglio io del contrario: come mai, cioè, non siate in tanti a leggere questi deliziosi capolavori.

Soprattutto la prima parte, è addirittura divertente: l'ignoto autore s'impegna al massimo per ricostruire un impossibile link tra la Passione di Cristo e le gesta di Artù, arrivando a sconvolgere geografie e biografie in maniera addirittura rocambolesca.

La seconda e la terza parte del libro è una serie continua di battaglie, amori, vendette e tradimenti, senza soluzione di continuità, tanto che mi sono dovuto affidare più volte alla guida di riferimento. Ma è tutto così bello che alla fine non fai caso ad alcune ripetizioni, come anche a una schematicità abbastanza prevedibile.

La curatela è sontuosa, come da tradizione Einaudi: gli altri tre volumi sono lì, in cima alla mia libreria, pronti ad essere divorati a partire da settembre prossimo


Nessun commento: