L’esercito romano, più di qualsiasi altro del mondo antico, ha interpretato la gloria politica di Roma e ha dato forma ai suoi destini di egemonia militare. Fu uno dei più efficienti e micidiali apparati bellici della storia, una “macchina” complessa, dall’alto livello di organizzazione e specializzazione, ma la sua principale peculiarità era senza dubbio la duttilità e la capacità d’adattamento. Non solo rappresentò il braccio armato di Roma e fu l’artefice di tante conquiste, dilatando in modo straordinario i confini dell’impero, ma risultò fondamentale per la sua longevità, poiché ne garantì per molti secoli la pace e la sicurezza. Se a decidere era la politica, a mettere in pratica quell’ambizioso progetto che fu l’epopea di Roma non poteva però che essere l’esercito, il più potente dell’antichità
Ad una prima lettura, potrebbe sembrare un lungo elenco tecnico-storico ben scritto e documentato. Poi, però, se cominci a leggerlo con più attenzione, viene fuori un profilo maestoso di una civiltà di cui spesso ci riempiamo la bocca senza però avere bene in mente cosa sia stato veramente l'Impero Romano.
E fa quasi male, per non dire che irrita parecchio, guardare cosa siamo diventati oggi noi romani e cosa sia diventata l'Italia.
Gli antichi romani sono stati un popolo audace, aperto, coraggioso, curiosissimo, duttile, capace di rispettare l'altro e nel contempo con un senso dell'identità molto forte, quasi indistruttibile. Un popolo unico nel suo genere, anche andando a studiare le altri grandi civiltà precedenti e successive quella romana.
In questo libro si respira anche un leggerissimo tocco di ironia, quasi british, quasi impalpabile, così come un'evidente senso di ammirazione.
L'apparente pragmatismo che tanto ha caratterizzato il periodo migliore della civiltà romana, non è mai stato fine a sé stesso: dentro quella rara capacità di rendere tutto apparentemente così semplice, lineare e quasi facile, si malcelava una voluta volontà di proteggere i soldati, di mantenere integra la loro personalità, di inserirla con grazia e con forza dentro un puzzle più complesso, dove alla fine contava il gruppo, ma sempre nella sua composizione di singoli eroi.
È un libro denso ma scorrevole, che chiarisce una volta per tutte come siamo... come i romani siano riusciti a conquistare terre e civiltà così vaste ed eterogenee, convivendo con le diversità e contemporaneamente introducendo loro dentro il mistero della struttura, dell'organizzazione, dell'ingegneria

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