22 ottobre 2026

SESSION MAN di Phil Palmer (Minimum Fax)

Ho letto per la prima volta il nome di Phil Palmer nel 1987, in questo piccolo capolavoro di David Sylvian. Non sapevo ci fossimo già incontrati anni prima, qui (in un assolo memorabile per Lucio Battisti) o qui (in un intero LP di Iggy Pop prodotto da David Bowie). 

E poi l'ho ritrovato ovunque ci fosse un album o un concerto che grazie anche a lui avrebbero poi segnato la Storia della Musica, dalla fine degli anni '70 fino a pochi anni fa: Eric Clapton, George Michael, Dire Straits, Tina Turner, Roger Daltrey, Bob Dylan, Robbie Williams, Pino Daniele...

Più che un session man, Palmer è stato una garanzia, sia tecnica che estetica: ha sempre fatto il dovuto, senza mai strafare ma sempre con originalità, restando nei limiti quando era giusto, regalando perle assolute quando sapeva di doverlo fare.

E questo libro è esattamente così: una biografia senza sbavature, ma comunque originale, dove incontri veramente centinaia di nomi fondamentali e un modo di fare musica ancora umano, fatto di mani e di bulloni e di cavi e di nastri e di errori, sempre utili, sempre con una soluzione appiccicata addosso.

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